Nainggolan si racconta: "Non ho la testa del calciatore, non cambio perchè me lo chiedono"

Goal.com
Il centrocampista del Cagliari schietto e diretto: "Se qualcuno non mi porta rispetto, mi faccio sentire. Non devo essere un esempio per i bambini".
Il centrocampista del Cagliari schietto e diretto: "Se qualcuno non mi porta rispetto, mi faccio sentire. Non devo essere un esempio per i bambini".

Il popolo dell'Inter si è diviso il suo apporto ai nerazzurri nella scorsa stagione, ma chi non ha certo avuto una spaccatura è quello del Cagliari, deciso nell'accoglierlo uniformemente. Radja Nainggolan è tornato nella sua vecchia città, con meno pressioni, con più libertà.

Certo, a Cagliari ci si aspetta un grande anno in virtù dell'ottimo mercato messo a segno da Giulini e dal centenario in arrivo. Certo, ci si aspetta tantissimo da Nainggolan, ma in rossoblù il belga può probabilmente gestire meglio sè stesso, davanti ad un pubblico adorante, che lo conosce meglio come calciatore e come persona. PIù intimamente.

Nainggolan è un giocatore diverso dagli altri, che dà tutto sè stesso in campo ma cerca anche di sfruttare al meglio la vita. Come dichiarato dallo stesso ex Inter al Corriere dello Sport:

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"Seguo l’istinto. Non ho la testa del calciatore. Ho tanto carattere, ma cerco di vivere come una persona normale".

Schietto, diretto, sincero. Nainggolan va oltre l'etichetta del giocatore del nuovo millennio:

"La mia visione della vita non è quella del calciatore tipico. Dopo la partita, uno va a casa e rimane sveglio fino alle cinque per l’adrenalina. Io, magari, cerco di smaltirla in un altro modo".

Uno stile di vita che decenni fa appariva decisamente meno giudicabile, senza social e web a immagazzinare ogni cosa e immediatamente:

"Non lo cambio certo perché me lo chiedono. Poi, prendo atto che a qualcuno non sta bene e me ne assumo le conseguenze”.

Nainggolan ha dovuto pagarle diverse volte sopratutto per le reazioni social ad alcuni commenti dei fans:

"Se qualcuno non mi porta rispetto, mi faccio sentire. Lo so che non si fa, ma io non riesco a ragionare da calciatore. Difficile che a 31 anni cambio”.

Per molti Nainggolan non è un buon esempio per i bambini. Risposta pronta:

"Io non devo essere un buon esempio per i bambini. Ho due figlie e devo crescere loro. Io la penso così: essere sé stessi è il miglior esempio, in un mondo pieno di finti e di lecchini”.

Nainggolan è stato inoltre spesso messo su pubblica piazza per qualche drink di troppo:

"Ogni tanto qualche bicchiere lo bevo, mi piace, ma so quando lo devo fare e quando no. La sbronza più bella? A sambuca. Se passo una serata in allegria con amici non faccio male a nessuno. L’importante è fare bene il proprio lavoro. Mi resta addosso un’etichetta pesante? Non m’interessa, non mi tocca, mi scivola via. Conosco il mio corpo. Se poi, un domani, non reagirà, mi dirà di smettere, saprò ascoltarlo. Mi sento benissimo".

Classe 1988, Nainggolan è pronto a godersi gli ultimi anni di carriera. Per poi cambiare completamente campo:

“Fino ai quaranta non credo proprio. Ancora quattro o cinque anni, spero. Poi? Mi piace il mondo della moda. Ho il mio negozio a Roma. Potrebbe essere il mio domani”

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