Napoli, la differenza tra Spalletti e Gattuso è minima: gli infortuni un alibi, Roma e Atalanta lo graziano

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Nella serrata corsa per lo scudetto si era detto che il Napoli non avrebbe dovuto compiere passi falsi per centrare il sogno. Invece la rincorsa si è interrotta immediatamente, nel corso di una settimana le speranze azzurre si sono praticamente azzerate. Contro Fiorentina e Roma è arrivato un solo punto, di conseguenza ecco Milan e Inter che scappano via verso una lotta tutta milanese per il titolo. Il Napoli ancora una volta ha avuto un buon approccio, si è reso protagonista di una mezz'ora intensa, travolgente e ha anche trovato il gol del vantaggio. Come al solito, però, c'è stato un calo evidente, la Roma ha guadagnato campo e ha ampiamente meritato il pareggio maturato nel finale.

CRITICHE A SPALLETTI - L'atteggiamento non è andato giù ai tifosi del Napoli che hanno visto una squadra spenta, incapace di far male ad un avversario che è stato impegnato in Conference League quattro giorni prima. L'aspetto fortemente sorprendente riguarda le scelte a gara in corso di Spalletti. Il tecnico toscano ha deciso di passare ad una difesa praticamente a cinque. Fuori Insigne - tra i migliori e tra i pochi a creare la giocata - e soprattutto Osimhen. L'attaccante nigeriano ha avuto vita difficile contro Smalling ma qualche insidia la creava sia sfruttando la fisicità che la velocità negli spazi. Cosa che non potevano garantire né Mertens né Elmas.

RENDIMENTO INTERNO - Il Napoli al Maradona quest'anno ha avuto enormi difficoltà. Il rendimento interno è un incubo, in 17 gare sono stati conquistati solo 30 punti, ritrovandosi ad essere addirittura settimo nella speciale classifica dei soli impegni casalinghi. Nel girone di ritorno il dato è allarmante: 3 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte. Soli 11 punti in 7 partite. Non proprio numeri da squadra che vuole ambire a vincere lo scudetto.

CONFRONTO CON GATTUSO - Facendo un tuffo nel passato, l'anno scorso sono piovute enormi critiche nei confronti di Gattuso. L'ex allenatore a fine stagione ha mancato l'obiettivo, ovvero la qualificazione in Champions, per un solo punto, in seguito a quel famoso pareggio casalingo contro il Verona in casa all'ultima giornata. Il paragone ad oggi con Spalletti va fatto e, numeri alla mano, non c'è tanta differenza. Alla 33ª giornata il Napoli nella stagione 2020/21 era a 66 punti, oggi invece di punti ce ne sono 67. La differenza principale rispetto all'annata passata è chi insegue, dato che oggi la quinta classificata Roma è a quota 58, ben nove lunghezze più indietro, e soprattutto l'Atalanta è incappata in una stagione negativa. Quindi di pericoli concreti non ce ne sono, salvo clamorosi colpi di scena. Va detto che Spalletti ha dovuto fronteggiare un'emergenza negli uomini impressionante. Di assenze pesanti ne ha avute anche Gattuso, questo è vero, però l'attuale tecnico azzurro può aggrapparsi a quest'attenuante. C'è un finale di stagione ancora da scrivere, Spalletti quasi sicuramente non rientrerà nella lotta scudetto ma potrà ridare la Champions alla piazza di Napoli.

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