Napoli, Mertens è un caso: cosa sta succedendo con Spalletti

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Un altro passo falso, l'ennesimo nell'ultimo periodo. Il Napoli affronta un momento di enorme difficoltà che ha parecchio a che fare con una comunissima crisi. È chiaro che il fattore maggiormente influente è quello degli infortuni: Spalletti si è ritrovato a dover rinunciare a giocatori importantissimi come Osimhen, Koulibaly, Fabián Ruiz, Anguissa, Insigne, tutti insieme. Oggi qualcuno è rientrato, qualcun altro no, ma nel frattempo il campionato è andato avanti e non ha portato nulla di buono a questa squadra. Il Napoli, infatti, ha avuto un avvio super collezionando dieci vittorie e un pareggio nelle prime undici gare di Serie A. Dopodiché c'è stato un crollo. Se nella prima parte sono arrivati 31 punti, da Napoli-Verona ad oggi eccone solo altri 8 in otto partite. Dati allarmanti, dalla 12ª giornata hanno fatto peggio solo Cagliari, Salernitana, Genoa, ovvero le ultime tre classificate.

L'ATTACCO NON VA - Dovendo tirare le somme sul girone d'andata, chiaramente la classifica è migliore rispetto a quella della stagione scorsa, quando Gattuso - anche lui alle prese con una grossa emergenza - si fermava a 34 punti rispetto ai 39 di oggi. La difesa non aveva lo stesso rendimento attuale con 19 gol incassati confrontandoli ai 14 del 2021/22. C'è però un dato che non soddisfa affatto, ovvero quello delle reti messe a segno. Il Napoli, infatti, ha collezionato solo 35 gol FATTI rispetto ai 41 dell'anno passato. Gli azzurri sono solo la quinta forza offensiva della Serie A attuale.

MANCA OSIMHEN - Tutti questi numeri coincidono con un fattore in particolare, l'assenza di Victor Osimhen. Il nigeriano manca dal 21 novembre quando è andato in contro a quel durissimo scontro con Skriniar che lo ha costretto a fermarsi e operarsi al volto. In teoria l'attaccante del Napoli manca addirittura dal 28 ottobre nel 3-0 contro il Bologna, dopodiché ha saltato il derby con la Salernitana ed è rientrato non al top della forma contro Verona e Inter. Senza di lui si è iniziato a vedere un Napoli totalmente diverso, con meno profondità e bisognoso di risistemarsi tatticamente. Un accenno di rinascita immediata si è visto nei minuti finali contro l'Inter e nel match contro la Lazio. Entrambe le sfide sotto il segno di Mertens.

E MERTENS? - Il belga con l'uscita di scena di Osimhen sembrava pronto per dare nuova linfa vitale al Napoli in davanti. I numeri sono anche andati dalla sua perché è andato a segno per quattro gare consecutive (Inter, Lazio, Sassuolo e Atalanta), fermandosi però contro Empoli, Milan e Spezia. Chiaramente manca la presenza offensiva, la pericolosità che dava Osimhen però la sensazione era quella che Mertens potesse non farlo rimpiangere. Così non è stato e Spalletti non sembra riporre enorme fiducia verso quello che resta il miglior marcatore della storia del Napoli. Osimhen anche quando non trovava la via del gol era quasi insostituibile, mentre il tecnico toscano pare possa fare a meno del belga. In panchina contro il Milan scendendo in campo solo nel finale, sostituito a fine primo tempo contro lo Spezia, è arrivato un passo indietro. Al suo posto Petagna con Spalletti che ha dichiarato di aver bisogno di maggior fisicità. In arrivo c'è la Coppa d'Africa e Osimhen non rientrerà prima di un mese, essendo impegnato con la sua Nigeria. Altro che certezze ritrovate, il Napoli sembra essere in fase di smarrimento lì davanti. Bisognerà trovare un punto di riferimento al più presto, la Juve quinta ormai ha solo quattro punti in meno e il prossimo 6 gennaio ci sarà lo scontro diretto a Torino.

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