Napoli più forte delle assenze: prima Osimhen, poi Kvaratskhelia. Spalletti e le soluzioni per lo scudetto

Se il Napoli fosse un'operazione matematica sarebbe un'addizione: spostando l'ordine degli addendi, il risultato non cambia. In questo caso Spalletti cambia i giocatori, ma anche qui il finale è sempre lo stesso. Sorrisi, braccia al cielo e primo posto. Consolidato ancora di più dopo la vittoria di Bergamo, contro un'Atalanta con la quale molti pensavano che il Napoli potesse cadere. Macché. La squadra di Spalletti è l'unica a non avere mai perso in campionato, +6 sul Milan secondo.

PIU' FORTE DELLE ASSENZE - Per circa un mese l'allenatore ha dovuto fare a meno di Victor Osimhen, il bomber da 70 milioni che avrebbe dovuto trascinare il Napoli. E le ha vinte tutte, anche senza Osi. L'esplosione di Kvaratskhelia ha fatto dimenticare l'assenza del nigeriano: 8 gol e 10 assist per l'ex Rubin Kazan pagato solo 10 milioni. Poi? Manca lui e... il Napoli vince lo stesso. Come? Con Osimhen ed Elmas, che schierato al posto del georgiano ha segnato il gol decisivo nella gara di ieri.

TUTTI SULL'ATTENTI - L'impressione è che questo Napoli sia più forte delle assenze, degli infortuni. Spalletti è come un mago che tira fuori il coniglio dal cilindro, ha una soluzione per tutto. Ed è sempre quella giusta. Anguissa e Ndombele sono interscambiabili, Lozano e Politano in perenne ballottaggio per tirare fuori il meglio da entrambi e Juan Jesus è il suo pupillo in difesa. L'allenatore li tiene tutti lì, sull'attenti; perché, prima o poi, arriverà il momento di ognuno. In una rosa di 27 giocatori l'unico a non aver mai giocato è Sirigu; anche Ounas aveva fatto un quarto d'ora diviso in due partite prima di andare al Lille. Al Napoli togli, metti, prendi e sposti, ma alla fine, il risultato, è sempre lo stesso.