Napoli, Politano vola sulla fascia e sogna l'Italia: perché Bernardeschi e non lui?

Giovanni Annunziata
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Arrivato in punta di piedi Matteo Politano sta pian piano conquistando i tifosi del Napoli a suon di gol, assist e giocate importanti. Con la presenza di Callejon l'anno scorso era veramente difficile riuscire ad emergere, ma in questa stagione è stato fatto un passo in avanti. Non è stato semplice perché c'è stata l'esplosione di Lozano, il secondo acquisto più costoso della storia del Napoli e che ha avuto un impatto incredibile, rappresentando una risorsa importantissima.

NUMERI DA TITOLARE - Politano però non sembra proprio una riserva. Anzi, ogni volta che è stato chiamato in causa ha sempre detto la sua, facendo spesso la differenza. Per l'ex Sassuolo 11 gol e 4 assist in stagione: eguagliata la miglior annata realizzativa della sua carriera, proprio con il club neroverde nel 2017/18. Politano però ha ancora dodici giornate per battere il proprio record e lo farà a partire dalla prossima giornata contro la "sua" Roma, che lo ha lanciato nel mondo del calcio facendolo crescere nel proprio settore giovanile.

RISERVA DI LUSSO - Il suo impatto quest'anno è stato molto importante anche da subentrato, dato che ha segnato 4 degli 11 gol messi a segno e 2 dei 4 assist collezionati in questa stagione. Quest'ultimo mese in cui Lozano è stato ai box ha aiutato ancor di più a capire quanto sia importante Politano per il Napoli. Gattuso difficilmente può considerarlo un'alternativa, così al rientro del messicano sarà una bella sfida stimolante per entrambi per conquistare il posto da titolare. Qualità totalmente diverse, Lozano capace di allungare sul fondo con i suoi strappi, Politano bravissimo ad entrare dentro al campo con il suo mancino. Per l'obiettivo quarto posto il Napoli potrà contare su una fascia destra di gran livello in queste ultime giornate.

SOGNO NAZIONALE - Con questo rendimento Politano non può passare facilmente inosservato. Il sogno dell'esterno scuola Roma è quello di strappare il pass per i prossimi Europei, come sottolineato dal suo procuratore, Davide Lippi (APPROFONDISCI QUI): "È molto legato alla maglia azzurra e il fatto di non essere convocato lo fa soffrire molto. Non in modo pretestuoso ma perché è determinato e perché gli piacerebbe tornare a far parte di un gruppo che sente per appartenenza. Spero che venga tenuto conto del fatto che sta giocando con grande continuità". Ora tocca a Mancini: perché oggi dovrebbero essere preferiti giocatori come Bernardeschi o Grifo?