Napoli, sprint finale per la Champions: cosa funziona bene e cosa c'è da migliorare

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Francesco Giagnorio
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Con la vittoria per 5-2 di ieri sera contro la Lazio, il Napoli si è portato al 5° posto solitario, a -3 dal secondo posto e -2 da terzo e quarto. Nelle ultime 10 partite, i ragazzi di Gattuso hanno perso soltanto una partita, il recupero contro la Juventus e ne hanno pareggiate due, il rocambolesco pareggio nel finale contro il Sassuolo e il pareggio con la capolista Inter. Le altre 7 partite sono state tutte vittorie, anche pesanti, difatti il Napoli ha dovuto giocare diversi scontri diretti vincendoli contro Milan, Roma e Lazio appunto.

Nella partita di ieri il Napoli ha dimostrato che c'è, che può tranquillamente dire la sua per la corsa Champions e ha quasi blindato la qualificazione europea, che sia in Champions o Europa League. Gattuso sembra avere impresso ai suoi la giusta mentalità, basti pensare a come sul 4-0 anche gli attaccanti tornavano in difesa come forsennati, e come nonostante i due gol subiti nel finale, che sembravano poter riaprire la partita il Napoli sia stato bravo prima a gestire il possesso cercando di tenere la palla rischiando il meno possibile, per poi a sfruttare un errore della Lazio per segnare il 5-2 e chiuderla definitivamente. Il mister è stato bravo a gestire anche le sostituzioni, inserendo attaccanti pur con un risultato positivo, dimostrazione di come non volesse minimamente chiudersi, pur considerando i rischi. Sostituzioni che gli hanno dato ragione, infatti saranno i due attaccanti entrati a chiuderla definitivamente, con Lozano che servirà a Osimhen la palla del 5-2. Insomma, la qualità c'è, gli uomini pure, ora bisognerà tradurre entrambi in uno sprint finale per salvare la stagione.

Infatti non appena ha recuperato tutti gli effettivi il Napoli ha ingranato, mostrando tutto il suo potenziale. Ed è per questo motivo che dalle parti di Castelvolturno gira un bel po' di rammarico, dove una qualificazione alla Champions (tutt'altro che scontata) sembra stare stretta a quella squadra che per anni è stata la rivale numero 1 della Juventus plurivincitrice di scudetti. Rammarico che si traduce nel ''se Gattuso avesse avuto tutti gli effettivi nel momento chiave della stagione che sarebbe successo?''. Ma con i ''se'' si fa ben poco, contano i fatti, le certezze.

Insigne e Mertens | Francesco Pecoraro/Getty Images
Insigne e Mertens | Francesco Pecoraro/Getty Images

E tra le certezze azzurre c'è il reparto offensivo, quello che è il secondo miglior attacco del Campionato (al pari dell'Inter) con 71 reti, di cui ben 54 arrivate dagli attaccanti. A questo proposito gli uomini più importanti, i trascinatori, sono stati sicuramente il capitano Lorenzo Insigne e il miglior realizzatore della storia azzurra, Dries Mertens. Da anni guidano l'attacco azzurro a suon di gol, assist e prestazioni eccezionali, stanno scrivendo entrambi la storia del Napoli. Anche gli altri attaccanti stanno facendo un gran bel campionato, Lozano da ''pacco'' è diventato uno degli uomini chiave di Gattuso, così come Politano che arrivato in sordina sta stupendo tutti. Rimandate le due punte Osimhen e Petagna, sicuramente hanno dimostrato di avere qualità da vendere, ma il poco minutaggio non permette di dare un giudizio sufficientemente critico.

Promosso, ma con riserva, il centrocampo. Se Zielinski sta facendo una super stagione, ben dimostrando che sia da mezz'ala che sulla trequarti fa quello che vuole, gli altri centrocampisti non sempre hanno fatto benissimo, anzi. Fabian Ruiz è stato abbastanza discontinuo, alternando partite in cui disegna calcio a partite in cui è totalmente anonimo, mentre Elmas e Lobotka hanno fatto vedere poco. Demme e Bakayoko il loro lavoro l'hanno fatto, ma anche loro hanno alternato partite in cui il lavoro di rottura è stato perfetto o quasi, a partite in cui hanno giocato con troppa sufficienza, portandosi a casa anche cartellini inutili e pesanti. Insomma, qualità e densità non sono mancate nel centrocampo azzurro, ma si sono viste a sprazzi. Se si vuole puntare a qualcosa di importante deve esserci continuità, che ad oggi è mancata nel centrocampo azzurro.

Lo stesso discorso si può fare con la difesa. E' pur vero che è la terza migliore (37 reti subite) dopo Inter e Juve (pari a 29 reti subite), ma le mere statistiche non bastano per spiegare la difesa azzurra (va comunque ricordato che le altre pretendenti alla Champions hanno subito più o meno gli stessi gol, Milan 38 e Atalanta 39, i numeri potrebbero cambiare da una giornata all'altra). L'uomo in più della difesa del Napoli è stato sicuramente Di Lorenzo, che oltre alle ottime prestazioni ha anche collezionato 2 reti e 4 assist. Gli altri terzini invece hanno fatto una stagione nella norma, non eccellendo, ma neanche facendo malissimo. Sia Hysaj che Mario Rui hanno alternato prestazioni buone a partite in cui perdevano completamente la loro fascia, rendimento sufficiente ma sicuramente il Napoli deve intervenire sul mercato per migliorare le fasce di difesa. I centrali di difesa invece non hanno dato il meglio, nonostante sulla carta la coppia centrale del Napoli sia una delle migliori del campionato. Manolas e Koulibaly hanno alternato grandi prestazioni a grossi scivoloni in alcuni casi costati anche caro alla loro squadra, ci si aspetta di più da due giocatori di questo calibro. Bocciati i due centrali di riserva: sia Maksimovic che Rrahmani non hanno quasi mai dato risposte convincenti, sbagliando tanto e incidendo poco, tanti errori e poche prestazioni da ricordare. Bravi entrambi i portieri, Ospina e Meret hanno fatto un buon lavoro, dimostrandosi tra le coppie migliori di portieri in Serie A, nonché gli unici ad aver collezionato più o meno lo stesso minutaggio, dimostrando come di fatto non ci sia un vero titolare tra i pali del Napoli.

Manolas e Koulibaly | Francesco Pecoraro/Getty Images
Manolas e Koulibaly | Francesco Pecoraro/Getty Images

Per concludere, alla luce di quanto detto finora la stagione del Napoli è più negativa che positiva, la qualificazione alla Champions League salverebbe a metà una stagione non eccezionale. Le restanti sei partite sono cruciali per gli azzurri, che dovranno incontrare diverse squadre agguerrite che lottano per salvarsi, ma anche il Napoli lotta per la Champions, dovrà sbagliare il meno possibile. Comunque vada il tempo di Gattuso sulla panchina azzurra è finito, da giugno bisognerà ripartire avviando un nuovo ciclo. L'obiettivo è di tornare a lottare per il campionato il prima possibile, intervenendo in maniera oculata sul mercato, consapevoli che la Champions League sarà fondamentale, non solo a livello di entrate, ma anche a livello di importanza del club: giocare o meno la Champions potrebbe essere determinante, sia per l'arrivo del nuovo allenatore che per gli acquisti.

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