Napoli, svolta Lobotka: irrilevante con Gattuso, fondamentale per Spalletti. Tutti i segreti della trasformazione

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Il passaggio da ultima scelta a una delle prime è molto breve. Il caso di Lobotka al Napoli lo dimostra ampiamente, dato che lo slovacco non ha vissuto i suoi momenti migliori sotto la gestione Gattuso da quando è arrivato in azzurro. Oggi, invece, sembra essere rinato, tutt'altro giocatore, che Spalletti ha trasformato come desiderava.

LE DIFFICOLTÀ - Arrivato ai piedi del Vesuvio nel gennaio del 2020, non è mai riuscito a convincere. Al contrario, Lobotka si è reso protagonista di prestazioni fortemente al di sotto delle aspettative facendo crescere tantissimi dubbi nei tifosi del Napoli sulle sue qualità. La condizione atletica era deludente, emergeva qualche chilo di troppo e non sembrava all'altezza di poter affrontare la sfida in una piazza come quella partenopea. Non è mancata la stoccata al vecchio allenatore: "Se Gattuso fosse rimasto avrei potuto perdere anche 10 chili e probabilmente non avrei giocato lo stesso. Fortunatamente è arrivato un nuovo allenatore che ha voluto che io restassi a Napoli. La sua comunicazione è diversa, l'ho capito fin da subito".

IL NUOVO LOBOTKA - Lo scatto in avanti si è visto immediatamente proprio con il nuovo allenatore, iniziando molto bene la stagione. Lobotka si è presentato a Spalletti nel primo ritiro di Dimaro con sette chili in meno e la sua condizione è cresciuta allenamento dopo allenamento. Il tecnico si è detto soddisfatto dello slovacco svelando anche un retroscena del passato: "Il suo nome fu valutato anche all'Inter quando il Celta lo mise sul mercato e io ero sulla panchina nerazzurra". Alla fine il destino dei due si è incrociato tra la felicità del tecnico e lo stesso Lobotka ha ricambiato la fiducia dando il massimo.

LA STAGIONE - Nel precampionato Lobotka ha lavorato tanto da playmaker facendo vedere ottime cose, anche in amichevole contro il Bayern Monaco. Nelle prime uscite ufficiali ha anche trovato spazio sempre lì in mediana, ma poi c'è stata la sfortunata frenata, il primo infortunio. Lo scorso 7 settembre, infatti, il calciatore ha riportato un'elongazione del bicipite femorale destro nell'impegno con la sua Slovacchia contro il Cipro. Fuori un mese circa e al suo rientro, però, ha avuto davanti a sé un grande Fabián Ruiz rigenerato e fondamentale nel nuovo ruolo di regista. Così in campionato Lobotka non ha trovato più spazio, neanche a gara in corso, solo in Europa League negli ultimi minuti contro il Legia Varsavia agli inizi di novembre. Uno stop in Serie A praticamente di tre mesi. Ma nonostante ciò il passo in avanti è molto evidente. Infatti Lobotka fino ad ora ha collezionato oltre 700 minuti in stagione, già 200 in più rispetto a tutta l'annata 2020/21, con la differenza che mancano ancora cinque mesi e tantissime partite da disputare.

IL FUTURO - Come detto, le prestazioni sono di un livello importante. Lobotka ha dovuto affrontare anche un altro stop di due settimane causa infortunio saltando le gare contro Leicester ed Empoli. Ma il suo rientro ha fatto tanto rumore, nell'impegno contro il Milan ha preso il posto di Demme nella ripresa illuminando il centrocampo del Napoli. Ordine, precisione e personalità, si è visto tutto questo con l'ex Celta Vigo che ha ritrovato subito una maglia da titolare contro lo Spezia risultando come uno dei pochi a salvarsi in una serata da dimenticare. Spalletti ha detto e dimostrato quanto sia importante Lobotka nel suo Napoli. I fatti gli hanno dato ragione e adesso diventerà ancor più decisivo perché in vista c'è un mese complicatissimo. Con la Coppa d'Africa il tecnico di Certaldo perderà Anguissa e non potrà fare affidamento sulla coppia (con Fabián Ruiz) in mediana che ha portato grandi risultati nella prima parte di campionato. Questo Lobotka però fa ben sperare. Nonostante le caratteristiche molto diverse rispetto al camerunense dovrà dare quell'ordine mentale e tattico che ha mostrato di saper offrire. A partire da giovedì 6 gennaio, quando il Napoli scenderà in campo a Torino per tenere a distanza la Juventus dalla corsa Champions.

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