Napolimania: Spalletti gode, alla faccia di chi gli dava del bollito. Per lo scudetto manca Allegri, ma non si può dire...

  • Ops!
    Si è verificato un errore.
    Riprova più tardi.
·3 minuto per la lettura
In questo articolo:
  • Ops!
    Si è verificato un errore.
    Riprova più tardi.

Canta Napoli. Non c'è verso di fermare il coro azzurro. Ci voleva provare Mazzarri con il suo Cagliari ma si è dovuto arrendere anche lui di fronte alla forza dei partenopei. E siamo arrivati a sei vittorie su sei. Un ruolino di marcia niente male per i ragazzi di Luciano Spalletti. Ma la voglia di stupire è ancora tanta.

Lassù nel condominio dell'alta classifica per il momento comanda il tecnico di Certaldo. Che ancora una volta ha visto giocare bene e vincere il suo team. Il risultato non è mai stato in discussione che che ne dica il buon Walter. Sarebbe stato meglio non presentarsi davanti alle telecamere al termine dell'incontro al Maradona perché dire che il Napoli ha fatto poco per vincere e che il Cagliari poteva addirittura passare in vantaggio è diseducativo per chi ama questo sport. Dai Walterino, ci vuole un po' di onestà intellettuale di fronte ad una gara a senso unico. Si pensava che quel “e poi cominciò a piovere” quando allenavi l'Inter era un episodio a se stante. Ed, invece, il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Si corre, dunque. Diciotto punti sono un bel bottino se si considera che l'Inter campione d'Italia ce ne ha 14, la Roma di Mou 12 e la Juventus di Allegri addirittura 8. Sta mantenendo il passo il Milan ed è tornata a vincere la Lazio. L'Atalanta non è così staccata. Diciamo che l'unica che non sta rispettando le previsioni è la Signora. Per amor del cielo, i bianconeri hanno vinto due gare di seguito. L'ultima contro la Samp. Il gioco è lontano anni luce ma per chi ragiona come Allegri va bene anche così. Nelle tv a pagamento chi non è d'accordo va a casa. Al massimo passa con mamma Rai. È la legge dei più forti. Niente critiche sennò si paga dazio. Nel mondo della pelota la democrazia non conta, o ti allinei alla massa o vieni invitato a metterti da parte. Meno male che giù al Sud di questi problemi non ce ne sono.

Spalletti, seppur anche lui un “maledetto toscano”, se la sta godendo alla faccia di quelli che lo volevano cotto ormai da tempo. Aspettavano una falsa partenza per metterlo in croce e accusarlo di essere vecchio. Ed, invece, è più giovane che mai. Sta deliziando i palati fini il buon Luciano con Insigne e soci. Dopo le prime tre gare vinte con qualche difficoltà, le ultime tre sono state straordinarie. Dieci gol fatti e nessuno subito contro Udinese, Sampdoria e Cagliari. Numeri da primato meritato.

E che dire del cammino di Osimhen. Sta spaccando in due le difese il nigeriano alla faccia di chi diceva che doveva tornare alla scuola calcio per imparare i fondamentali. A Godin gira ancora la testa. L'esperto difensore sardo non lo ha mai preso. L'azione che ha portato al calcio di rigore è l'emblema del momento che vive Victor. Una furia che spazza via tutto quello che trova davanti. Il popolo azzurro non vedeva l'ora di acclamarlo. E quando Spalletti lo ha fatto uscire dal campo c'è stata un'ovazione modello Maradona. Per amor del cielo, nulla a che vedere con il grande Diego. Ma sentirsi portare in trionfo dai propri tifosi non ha prezzo.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli