Nasce il Tottenham di Conte, tra innovazione e tradizione: ma un 'big' verrà sacrificato

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La nuova avventura di Conte si è aperta con una vittoria in Conference contro il Vitesse e un pareggio a reti bianche con l’Everton in Premier. Un Tottenham già diverso rispetto a quello ondivago di Nuno Espirito Santo. Due gare sono poche naturalmente, ma proveremo a farcele bastare per individuare le idee base da cui ha scelto di ripartire il tecnico italiano per risollevare gli Spurs.

L’ULTIMA DI NUNO ESPIRITO SANTO - Intanto cos’ha trovato: una squadra che dai tempi di Pochettino conosce perfettamente il 4-2-3-1, ma che all’occorrenza sa anche cambiare spartito. E tuttavia è persa. Ha giocatori forti ma un rendimento che passa inspiegabilmente da un estremo all’altro. Non c’è costanza. Così, l’ultimo allenatore portoghese è uscito di scena dopo aver incassato un pesante 0-3 in casa dal Manchester di CR7. Quinta sconfitta in campionato, è stato un campione di derby persi (ben 4) e al tempo stesso allenatore del mese in agosto. Sotto vediamo la fase difensiva del suo Tottenham qualche secondo prima del gran gol al volo di CR7 (Romero e E. Royal si trovano momentaneamente a ruoli invertiti). La prima cosa che farà Conte sarà cambiare sistema di gioco togliendo Lo Celso per un quinto: Reguilon.

E dalla difesa a quattro si passa subito e perentoriamente a un sistema a tre. Tuttavia non al 3-5-2 che ha fatto la fortuna di Inter e Juventus in Italia. L’aria inglese lo ha portato a scegliere la variante più offensiva del 3-4-2-1 (o 3-4-3 che dir si voglia). Di nuovo.

LA PRIMA IN PREMIER - Ricordate il Chelsea di Conte? A un certo punto virò verso questo sistema dopo aver preso 3 gol nel derby con l’Arsenal. Allora c’erano Diego Costa, Hazard e Willian in attacco; oggi Conte ci riprova coi tre tenori del Tottenham Kane, Lucas Moura e Son. Un compromesso molto sensato, se ci pensate. Così mantiene il terzetto difensivo e i laterali, che sono ormai il suo marchio di fabbrica. Ma non fa il tandem, perché una seconda punta vera e propria non ce l’ha. Un Lautaro per intenderci. Ed ecco la prima del Tottenham di Conte in Premier, contro l’Everton di Benitez.

Importante riportare Romero a tre, tra le altre cose. Della centralità di Kane invece parleremo tra poco (con tutto il resto). Prima volevo mostrarvi come si trasforma in fase difensiva il Tottenham di Conte. Le due sottopunte si abbassano diligentemente a formare una linea a quattro coi due interni di centrocampo Skipp e Hojbjerg e appare una sorta di 5-4-1 ipercauteloso. Niente di nuovo sotto il sole, col 3-4-2-1 ci si dispone in questo modo il più delle volte.

COME CAMBIA - Dicevamo della centralità di Kane. Già questa è una differenza rispetto all’Inter di Conte. L’inglese non è Lukaku. Paradossalmente è più centravanti, proprio nel senso che ha bisogno di stare al centro dell’attacco, andare incontro, toccare palloni, rifinire. Lukaku invece quante volte lo abbiamo visto agire sul centrodestra. E magari a campo aperto, in ripartenza, mentre si trascinava dietro i nostri Ferrari, Bonifazi, Lucioni e Walukiewicz. Da qui la scelta del (3-4-)2-1 invece dell’ 1-2 col trequartista. Con Son e Moura sotto, sì, ma sempre un po ‘esterni’.

In sostanza in base alle caratteristiche dei giocatori Antonio Conte cambia un po’ il tipo di gioco: probabile che insisterà di meno coi palloni alti e diretti al riferimento fisico avanzato. Il Tottenham è più incline a giocare palla a terra, perciò verranno sfruttate maggiormente le combinazioni corte tra i tre attaccanti. E dove nella Juve e nell’Inter c’erano mezzali d’inserimento (Vidal e Barella, per dirne due), qui tocca alle sottopunte legare e attaccare gli spazi, perché il duo di centrocampo tenderà a restare piuttosto bloccato. Già contro il Vitesse giovedì scorso ne abbiamo avuto un ottimo esempio nell’azione del gol di Lucas Moura.

La difesa olandese viene prima disordinata, poi aperta e infine bucata dal facile filtrante di Kane.

Non potevano non apparire i quinti Reguilon e Emerson Royal.

Qui sotto, di nuovo contro l’Everton, vediamo infine un’altra classica apertura da centravanti ‘contiano’ per l’accorrente laterale di sinistra. La tecnica di Kane è ora a disposizione. Destro e sinistro senza problemi. Lui va incontro, riceve e apre, mentre Son e Moura si fiondano in area.

Così come, fedele al copione, il quinto opposto sul lato debole. A proposito, il brasiliano finora non ha ancora segnato un gol in 12 presenze. Zero assist. Un po’ meglio Reguilon, ma è ancora poco per l’idea di calcio di Conte. Vanno ‘quintizzati’ al più presto questi due terzini. Ci pensa Antonio. Sono ancora giovani.

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