Nazionali dell'Inter bloccati dall'ATS: cosa può accadere, c'è un precedente

Stefano Bertocchi
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Dopo le quattro positività al Covid-19 che hanno colpito negli ultimi giorni D'Ambrosio, Handanovic, De Vrij e Vecino, l'ATS di Milano, informata delle nuove positività dall'Inter nella giornata di ieri, ha deciso quanto segue:

  • sospensione immediata di qualsiasi tipo di attività della squadra per quattro giorni, domenica 21 marzo compresa;

  • divieto di disputa di Inter-Sassuolo in programma sabato 20 marzo 2021;

  • divieto di rispondere alle convocazioni per tutti i calciatori convocati dalle rispettive nazionali.

Milan Skriniar con la Slovacchia | Charles McQuillan/Getty Images
Milan Skriniar con la Slovacchia | Charles McQuillan/Getty Images

Ed è l'ultimo punto che porta il club nerazzurro al braccio di ferro con le varie Federazioni che non vorrebbero rinunciare ai propri giocatori negativi agli agli ultimi test. Lunedì 22 marzo, prima della eventuale ripresa delle attività, verranno ripetuti i tamponi molecolari a tutto il gruppo squadra. Nella giornata di ieri si sono mosse in questo senso la Croazia, la Danimarca e la Slovacchia.

Insomma, per La Gazzetta dello Sport il muro contro muro è già nei fatti. "Anche se non esiste una regola Fifa che obblighi i club a liberare i giocatori per la nazionale, a maggior ragione davanti a una disposizione sanitaria" si legge. C'è un precedente simile: in passato le Asl di Lazio e Toscana avevano vietato ai giocatori di Roma, Lazio e Fiorentina di rispondere alle convocazioni, ma alcuni viola (Milenkovic, Vlahovic, Amrabat, Martinez Quarta e Pulgar) ruppero la ”bolla” e finirono così per essere segnalati dal club alla procura federale e alla Asl.

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