Nel girone peggiore dell'inferno inglese: Dzeko e l'orgoglio per sfidare la storia

  • Ops!
    Si è verificato un errore.
    Riprova più tardi.
Matteo Baldini
·4 minuto per la lettura
  • Ops!
    Si è verificato un errore.
    Riprova più tardi.

Il concetto di bestia nera è parte integrante del calcio, un concentrato di cabala, corsi e ricorsi storici e coincidenze che vede ripetersi, in modo anche ciclico, situazioni nefaste già vissute e sperimentate in precedenza. In genere la bestia nera è quella particolare squadra che, anche a prescindere dal rango, diventa uno spauracchio e porta con sé un carico aggiuntivo di ansia e stress: può succedere però che l'insidia non sia rappresentata da un singolo club, sarebbe troppo semplice, ma dal fatto stesso di trovarsi a giocare in una Nazione. La faccenda per la Roma, attesa dall'andata della semifinale di Europa League contro il Manchester United, si racconterebbe anche facilmente, senza perdersi troppo in ricerche ed analisi: su 18 partite disputate dai giallorossi in terra inglese si contano 7 pareggi, ben 10 sconfitte e appena una vittoria.

CR7 ed Evra esultano contro la Roma | Alex Livesey/Getty Images
CR7 ed Evra esultano contro la Roma | Alex Livesey/Getty Images

Un successo, l'unico ottenuto, risalente alla stagione 2000/01, quella che culminò con lo Scudetto, e che vide i giallorossi di Capello imporsi per 1-0 a Liverpool grazie al gol di un protagonista a sorpresa come Guigou. Vittoria però amara che sancì comunque l'eliminazione dalla Coppa UEFA in virtù dello 0-2 dell'Olimpico, amara anche per decisioni arbitrali a dir poco controverse, su tutte un rigore concesso per fallo di mano commesso da Babbel e poi tramutato inspiegabilmente in corner. Per il resto le esperienze inglesi del club capitolino hanno sistematicamente portato amarezze e delusioni, anche contro avversari dal blasone sulla carta meno impressionante: le sconfitte contro Ipswich, Leeds e Middlesbrough rappresentano esempi più che mai efficaci da questo punto di vista.

I numeri, però, non bastano da soli a spiegare perché per la Roma non possa vivere banalmente la marcia di avvicinamento a un match da giocare oltremanica: i fotogrammi associati al Liverpool e allo stesso Manchester United detengono un peso specifico particolare, tale da imprimersi nei ricordi e da trascendere il mero dato statistico. Se Liverpool rappresenta in modo indelebile il rimpianto, quello di una finale di Coppa dei Campioni persa ai rigori proprio all'Olimpico, lo United appare come un fantasma altrettanto sinistro e l'Old Trafford si affaccia all'orizzonte giallorosso come lo scenario di sole sconfitte e di una (storica) disfatta per 7-1. Se l'Inghilterra è dunque l'inferno giallorosso è evidente come stasera lo scenario sarà quello del girone più inospitale e temuto.

Dzeko, bestia nera dello United | Jonathan Moscrop/Getty Images
Dzeko, bestia nera dello United | Jonathan Moscrop/Getty Images

Quando lo spirito è pronto ad affrontare una discesa simile, però, è altrettanto lecito che si cerchino fisiologicamente appigli e motivi per sbirciare verso l'alto, motivi che nello specifico potrebbero fungere da spinta propulsiva. Il primo ha nome e cognome: Edin Dzeko. Se per la Roma l'Old Trafford presenta i contorni di un inferno sportivo è altrettanto chiaro che, per il bosniaco, lo stadio dello United sia terreno di conquista e, dunque, un vero Eden: i Red Devils sono la quarta squadra in assoluto a cui Dzeko ha segnato più reti, 7 gol in 9 partite, e Old Trafford in particolare sembra ispirare più che mai l'esperto bomber giallorosso, con 5 gol in 4 partite disputate nello stesso Theatre of Dreams.

Our next visitors to Old Trafford: AS Roma ?? This pennant is a treasured memento from our European meeting in April 2007, and can now be found in our Old Trafford Museum, which reopens on Monday 17 May! ?

Posted by Manchester United on Tuesday, April 27, 2021

Un ulteriore aspetto di cui tener conto, certo da non sottovalutare, è l'effetto underdog: è chiaro come quel precedente, quel 7-1, faccia tutt'ora rumore e resti marchiato nella mente degli sconfitti ma anche dei vincitori che, nel 2007, umiliarono la Roma. La facilità con cui quei Red Devils si fecero beffe di una Roma in pieno blackout, risollevata solo da un superbo quanto vano eurogol di De Rossi, risuona ancora come un confortante punto d'appoggio per lo United: Solskjaer ha corretto recentemente il tiro, provando a spiegare di non voler sottovalutare la Roma e di "avere persino le maglie di Totti e De Rossi a casa", ma una malcelata sufficienza è senz'altro trapelata. E quel rimando esplicito al tabellone, in un post diramato dallo United su Facebook, suona come affronto fatto guardando dall'alto verso il basso. Quello è lo spiraglio in cui Fonseca e i suoi dovranno provare ad infilarsi, la via d'uscita nascosta ma percorribile per lasciar perdere i discorsi sull'inferno e provare a dare un senso differente all'ennesima stagione in bilico tra grande ambizione e fantasmi di mediocrità.

Segui 90min su Instagram.