Nessuna scissione dall'UEFA per l'ECA: "Niente Superlega, no al Mondiale a 48 squadre"

Karl Heinz Rummenigge esclude una cessione definitiva di Renato Sanches: "Riteniamo possa essere utile al Bayern, via solo in prestito annuale".

Qualche giorno fa è arrivata l'ufficialità: a partire dalla stagione 2018/2019 le prime quattro nazioni del Ranking UEFA avranno quattro squadre ciascuna alla fase a gironi della Champions League, scelta atta a modificare verso l'alto la competitività del torneo.

Una scelta che sembra aver soddisfatto i club facenti parte dell'ECA, organismo presieduto da Karl-Heinz Rummenigge che, in tempi non sospetti, aveva aperto all'ipotesi di creazione di una Superlega europea con tanto di scissione dall'UEFA.

Ipotesi però scongiurata, come confermato dallo stesso ex campione tedesco nelle parole riportate da 'La Gazzetta dello Sport': "Posso confermare che non c’'è alcuna discussione su una Superlega. Siamo felici di rimanere sotto l’'ombrello dell’'Uefa e di cooperare con essa anche per il futuro".

"Sarà una Champions più emozionante e competitiva. -— spiega Rummenigge -— Tutti i club hanno capito e accettato la riforma. Rispetto al 2012-15 la solidarietà verso le squadre eliminate è cresciuta del 224%, il montepremi dell’'Europa League del 264%".

Rummenigge ha però detto no al Mondiale a 48 squadre: "Una decisione inaccettabile. La Fifa sa che noi non siamo felici dell’incremento del 50% dei partecipanti. Usano i nostri stipendiati, abbiamo tutto il diritto di trovare una soluzione. Bisogna fare una riflessione seria sul calendario, si giocano troppe partite, le istituzioni devono pensare più al calcio e meno alla finanza e alla politica".

Un commento anche da parte del presidente della Juventus, Andrea Agnelli, in merito alla crescita economica delle singole società ed alle differenze tra loro: "A creare uno squilibrio competitivo in Europa sono i ricavi generati dai diritti tv a livello domestico. Penso che il ruolo dell’'Uefa sia stato riaffermato nel ciclo 2018-21, con l’'accesso per tutti alle competizioni. Per quanto riguarda la crescita dei singoli club, questa deve essere affrontata a livello nazionale, ma è molto difficile accordarsi in quell’'ambito".

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