Niente proclami, solo fatti: Tonali cresce e si prende il Milan, con un ingaggio tagliato

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Il primo gol alla prima nella Scala del Calcio che riapriva al pubblico. Appuntamento emotivamente importante. Poi, ieri sera, contro la Lazio, nel primo vero big match stagionale, la prestazione monstre che ha fatto stropicciare gli occhi ai più scettici, gonfiare il petto a chi non è mai sceso dal suo carro, applaudire a chi è riuscito a mantenere distanza nel giudizio. Dopo una stagione difficile, la prima al Milan, Sandro Tonali si sta prendendo il centrocampo rossonero.

Mvp del match nella sfida a uno dei centrocampi più forti della Serie A, che poteva contare sull'esperienza di Lucas Leiva, la fisicità di Milinkovic, la qualità di Luis Alberto. In particolar modo lo spagnolo è uscito annichilito dallo scontro con il classe 2000, che ha gestito 87 palloni, effettuato 4 dribbling e subito 3 falli. Ha brillato più di Kessie, che rientrava da un infortunio, e ha dato continuità alle prestazioni già viste in questo avvio sia in rossonero che in Azzurro con l'Italia Under 21, con tanto di fascia da capitano al braccio.

Un'estate non semplice, tra critiche, rumors, possibilità di una permanenza al Milan a rischio e un possibile ritorno, incredibile, al Brescia. Invece ha continuato a credere nel rossonero, come quando scriveva i temi da bambino, e, soprattutto, in sé stesso: stipendio abbassato, dimostrando coi fatti l'attaccamento a una maglia che ha voluto a tutti i costi. E ora, senza proclami, ma con gesti, giocate e recuperi, si sta prendendo quello che voleva: il Milan.

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