No alla Superlega in Inghilterra: fronte comune tra quotidiani, tifosi e istituzioni

Matteo Baldini
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Se la parte del leone la fa ovviamente Florentino Perez, pensando alla nascita della Superlega e al ruolo di presidente rivestito dal patron del Real Madrid, è altrettanto evidente come la Premier League risulti il fulcro all'interno dei club fondatori: ben sei su dodici, infatti, sono le società inglesi e, del resto, è risaputo lo strapotere economico del mondo del calcio inglese rispetto agli altri campionati europei. E potrebbe dunque risultare paradossale, a una visione superficiale, la ribellione emersa con grande forza proprio dall'Inghilterra, non solo pensando al mondo sportivo.

i giocatori del Leeds | CLIVE BRUNSKILL/Getty Images
i giocatori del Leeds | CLIVE BRUNSKILL/Getty Images

La posizione dei principali quotidiani di oggi, innanzitutto, appare ferma e dal profilo evidente: la creazione della Superlega viene indicata come un atto deliberato e per certi versi vigliacco realizzato da pochi ma fatale per l'intero mondo del calcio. Le prime pagine in tal senso sono chiare, il Daily Mail esordisce con "Snakes & Liars", serpenti e bugiardi dunque, arrivando in qualche modo a citare Ceferin e a sottolineare l'attacco del numero uno della UEFA verso i creatori della Superlega stessa. The Daily Telegraph dal canto proprio si sofferma sulle possibili conseguenze per i club fondatori, definiti "la sporca dozzina" (dirty dozen) che rischia l'esclusione. D'impatto la posizione del Daily Express: "You spat in our faces, we'll hit back hard", in sostanza "ci avete sputato addosso ma vi tornerà indietro".

Striscione contro la Superlega | PAUL ELLIS/Getty Images
Striscione contro la Superlega | PAUL ELLIS/Getty Images

I quotidiani dunque cavalcano le posizioni espresse da un lato da Ceferin e dall'altro, e qui il tema si fa ancor più interessante, dai tifosi inglesi, anche e soprattutto dai tifosi di quei club coinvolti nel progetto Superlega. L'aspetto che potrebbe apparire paradossale è proprio questo: i sostenitori dei sei club inglesi fondatori non esultano e non celebrano la presenza delle rispettive squadre ma, di fatto, ritengono la Superlega un tradimento ai valori stessi del calcio che amano: "Shame on you, R.I.P Liverpool FC" si legge ad Anfield, fuori da Old Trafford i tifosi dello United hanno ironizzato sul concetto di "big six", in sostanza indicando sei sinonimi della parola "money" e sottolineando la natura esclusivamente economica e antisportiva del progetto. Il Leeds, avversario del Liverpool, ha optato per una maglietta, durante il riscaldamento, che recitava "Champions League, meritatela" e "Il calcio è per i tifosi", una presa di posizione in questo caso particolarmente significativa perché arrivata da un club e dai giocatori stessi. Tornando alle reazioni dei tifosi anche il popolo dei Gunners ha fatto sentire la propria voce critica, "Ridateci l'Arsenal indietro" e "Creato dai poveri, rubato dai ricchi" gli slogan più ricorrenti.

Boris Johnson e il Principe William | WPA Pool/Getty Images
Boris Johnson e il Principe William | WPA Pool/Getty Images

Per chiudere il cerchio si sottolineano poi ulteriori prese di posizione di primo piano, le più rumorose e potenti nel mondo inglese: da un lato il Primo Ministro Boris Johnson e dall'altro il Principe William. Johnson ha definito il progetto come "dannoso per il calcio" e si è detto pronto a sostenere le istituzioni calcistiche nel contrasto verso l'iniziativa della Superlega, ritenuta "una cattiva notizia" per i tifosi. Ancor più rumore, per certi versi, fa la posizione del Principe William che, da canto proprio, ha ammesso di condividere la preoccupazione dei tifosi e di vedere, in questa svolta, dei rischi per chi ama il calcio. Tutte voci, quelle emerse nel calcio inglese (comprese quelle di monumenti come Sir Alex Ferguson), che puntano sull'aspetto identitario e sull'importanza della dimensione sportiva del calcio, della lotta ad armi pari e del legame tra club e tifosi come prioritario rispetto al discorso economico.

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