Juve, non solo Agnelli in bilico: la verità su Paratici, Cherubini e gli altri

Nicola Balice
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Tra due mesi esatti scadranno i contratti di tutta l'area sportiva bianconera, da Fabio Paratici in giù. E quando mancano due mesi esatti può ancora succedere di tutto in casa Juve. La visita di John Elkann, facilmente derubricata a visita programmata, di questi tempi assume un significato completamente diverso: un lungo incontro con Andrea Agnelli, poi un confronto con Paratici, Nedved e Cherubini. L'input è quello di restare compatti nelle difficoltà, poi a fine stagione si faranno i conti. Una rivoluzione è tutt'altro che da escludere, anzi: caso Suarez, Super League, crisi tecnica e chi più ne ha più ne metta. Motivi per cambiare tanto, forse tutto, ce ne sarebbero già a sufficienza. Poi bisognerà capire anche tempi e modi, oltre che gli eredi. Intanto ci sono degli obiettivi che non possono essere falliti: la qualificazione in Champions, i 100 milioni di plusvalenza entro il 30 giugno. Anche la scelta del nuovo allenatore se poi vincesse, come sembra, la convinzione di ritenere bocciato l'esperimento Andrea Pirlo: una decisione che può attendere ma non troppo, forse non il compimento dell'eventuale ribaltone, sempre che il posto in Champions poi venga conquistato.

IL NODO PARATICI – Almeno fino a pochi giorni fa, in ogni caso, Paratici sembrava ancora saldamente al timone. Nelle sue mani il mandato per sistemare il bilancio entro il 30 giugno, anche tutta la programmazione di mercato per la prossima stagione. Poi tutto può sempre cambiare rapidamente, anche da un giorno all'altro. Se dovesse concretizzarsi l'ipotesi di un cambiamento a livello presidenziale, anche la struttura sportiva di questi anni potrebbe davvero essere spazzata via. A livello mediatico negli ultimi due giorni è tornato a farsi spazio l'effetto “scarica barile” nel caso Suarez da parte di Agnelli, come se la responsabilità fosse stata davvero solo di Paratici: ma il verbale è del 26 gennaio, la condivisione dei contenuti all'interno della stessa Juventus dovrebbe essere stata chiara da tempo. Certo, gli schizzi di fango continuano ad arrivare. E quando mancano due mesi alla scadenza del contratto, la firma sul rinnovo ancora non c'è, in questo momento sembra pure molto difficile che possa arrivare a stretto giro di posta.

E CHERUBINI... - Se Alessandro Nasi guida per distacco la corsa dei possibili eredi di Agnelli, più confuso il toto-nomi per il dopo Paratici. Sale e scende il nome di Igli Tare, si fa spazio quello di Cristiano Giuntoli, rimbalza la voce legata a David Trezeguet fresco di diploma, in una fase che vede l'amarcord regnare si consolida pure la suggestione di Beppe Marotta. Piuttosto si rafforza la posizione di Federico Cherubini, che già la scorsa estate è sembrato vicino all'avvicendamento con Paratici, strada facendo ha ricevuto una promozione interna e gode della stima di tutti anche per la sua capacità di evitare la luce dei riflettori: se pure dovesse arrivare il ribaltone che da più parti si dà per vicino, proprio Cherubini potrebbe rappresentare l'anello di congiunzione tra vecchia e nuova gestione. Sei partite e due mesi alla fine della stagione, alla Juve può succedere di tutto. O magari nulla: ma sarebbe forse ancor più clamoroso.