Non solo Zaniolo, ogni anno 'crack' al crociato per 150mila

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L'infortunio del calciatore della Roma e della Nazionale Nicolò Zaniolo, vittima ieri della rottura del legamento crociato al ginocchio nel corso della partita Roma-Juventus, è solo la punta dell’iceberg di un fenomeno molto più esteso e che negli anni ha segnato la carriera di grandi campioni del pallone (da Roberto Baggio a Ronaldo). Ogni anno secondo la Siot, la Società italiana di ortopedia e traumatologia, le distorsioni e le rotture del legamento crociato anteriore colpiscono circa 150 mila persone, per la maggior parte atleti. È quanto risulta dalle statistiche della Siot, secondo cui si tratta di un tasso di incidenza tra gli infortuni sportivi particolarmente elevato e in aumento nel calcio, visto l’elevato numero di praticanti. 

"Il numero delle lesioni ai legamenti del ginocchio tra i calciatori è in aumento proprio per l’alto numero di quanti si dedicano a questo sport. Gli infortuni si registrano infatti a livello amatoriale, tra i semi-professionisti e tra i professionisti del pallone - sottolinea Francesco Falez, presidente Siot - Proprio a causa della natura di questo sport, che comporta salti, torsioni e cambi di direzione improvvisi, oltre ad un forte impatto fisico, le lesioni legamento crociato anteriore sono un incidente comune sui campi di calcio di tutto il mondo". Fortunatamente la maggior parte di questi infortuni può essere efficacemente trattata grazie a tecniche chirurgiche ormai collaudate e a un percorso riabilitativo corretto. Tuttavia è anche possibile ridurre il rischio di questi infortuni con un adeguato programma di prevenzione. 

"Oggi - spiega Falez - grazie ai moderni trattamenti chirurgici, con tecniche spesso personalizzate a seconda dell’età, del tipo di sport praticato e del livello dell’atleta colpito da tale lesione, e a un valido programma riabilitativo che segue all’intervento chirurgico, tutti possono tornare tranquillamente a praticare attività sportiva dopo un periodo di 6 mesi di recupero". 

Secondo la Società italiana di ortopedia e traumatologia per diminuire i rischi e arrivare preparati all’evento sportivo è fondamentale seguire un programma di prevenzione. "Eseguire un programma di allenamento mirato al potenziamento muscolare degli arti inferiori, a migliorare la cosiddetta propriocezione degli arti (con esercizi mirati e consigliati da preparatori atletici o fisioterapisti), che riduce il rischio di infortuni soprattutto con il gesto atletico tipico del calcio (cambi di direzione, contrasti, salti) - precisano gli ortopedici - Non ultimo un buon programma di allungamento muscolare (stretching) è necessario per completare un corretto programma di preparazione atletica mirata anche alla prevenzione". 

Poi c'è il ruolo dello specialista in medicina dello sport. "Fondamentale individuare potenziali carenze muscolari e tendinee (valutazione con il medico dello sport) e personalizzare, in questo caso, il programma di prevenzione", conclude la Siot che ha certificato il convegno 'Soccer Diseases', a cura della Fondazione C. Rizzoli per le scienze motorie, in programma il 24 gennaio a Bologna e dedicato all’esame completo degli infortuni e delle patologie più frequenti che interessano il corpo nella pratica del calcio. 

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