'Non sono malata, sono lesbica', coming out a Wimbledon

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Alison Van Uytvanck / Foto: AP/Ben Curtis
Alison Van Uytvanck / Foto: AP/Ben Curtis

Al momento in cui scriviamo è al 47° posto nel ranking WTA, è arrivata agli ottavi di Wimbledon edizione 2018 e soprattutto ha stupito il mondo per un gesto fuori dal campo che dovrebbe essere normalità, ma che per molti suona ancora in modo strano. Parliamo di Alison Van Uytvanck, tennista belga classe ’94, che alla fine della partita vinta contro la spagnola Garbiñe Muguruza è andata a dare un bacio in tribuna alla sua fidanzata, la connazionale Greet Minnen, numero 546 al mondo.

Alison Van Uytvanck e la compagna / Foto: BBC
Alison Van Uytvanck e la compagna / Foto: BBC
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Un coming out in piena regola, sull’erba inglese del torneo tra i più prestigiosi al mondo. Insomma, un gesto alla portata di tutti che può davvero aiutare le persone a trovare il coraggio di fare lo stesso, visto che le foto hanno fatto il giro del mondo. Anche se, si percepisce, c’è una certa resistenza.

Non sono malata, sono solo lesbica“, ha detto la tennista belga dopo il bacio, incalzata dai media e da una crescente curiosità nell’opinione pubbica. “Ho deciso di farlo pubblicamente e di smettere con i segreti perché sono felice; non importa se è un uomo o una donna. Non c’è nulla di cui vergognarsi, sono libera. Sono lesbica e non è certo una malattia. Credo invece di poter essere orgogliosa di aver mostrato la mia personalità, come lesbica e come donna“, ha concluso Van Uytvanck con un ragionamento che non fa una grinza.

Alison Van Uytvanck e la compagna / Foto: Twitter
Alison Van Uytvanck e la compagna / Foto: Twitter

Perché allora ne dobbiamo parlare, se in effetti è una cosa di cui non ci si dovrebbe mai vergognare? Fa notizia perché molte persone hanno bullizzato Alison per i suoi gusti sessuali. Alla rivista Blick la tennista ha rivelato che in carriera altre giocatrici del circuito l’hanno osteggiata. E sui social non tutti i leoni da tastiera hanno apprezzato, come prevedibile. La strada per accettare che baci del genere siano la normalità, purtroppo, è ancora molto lunga.

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