Novembre miglior mese dal 1987 per il Dow Jones

Antonio Cardarelli
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Novembre miglior mese dal 1987 per il Dow Jones
Novembre miglior mese dal 1987 per il Dow Jones

Mese record per l'indice azionario Dow Jones, che ha guadagno l'11,8%. Tra gli indici di Wall Street brilla anche il Russell 2000, che include le small cap americane

È stato un novembre da ricordare per il Dow Jones, l’indice azionario che rappresenta i principali 30 titoli quotati a Wall Street. Dopo aver toccato la storica quota dei 30mila punti il 24 novembre, il Dow Jones ha fatto registrare il miglior guadagno mensile dal 1987 nonché il miglior mese di novembre dal 1928.

CRESCITA DELL’11,8%

Dal primo al 30 novembre, infatti, il Dow Jones Industrial Average (nome completo dell’indice) è cresciuto di 11,84 punti percentuali passando dai 26.501,60 punti della chiusura del 30 ottobre (venerdì) ai 29.638,64 punti di ieri, 30 novembre. Un record mensile registrato nonostante le prese di beneficio che hanno caratterizzato l’ultima seduta del mese a Wall Street. L'andamento degli ultimi tre mesi dell'indice Dow Jones (Fonte: Investing.com)

RECORD ANCHE PER IL RUSSELL 2000

Negli scambi di ieri, infatti, il Dow Jones ha perso lo 0,9%. Seduta piatta per l’indice tecnologico Nasdaq, che ha chiuso a -0,05% ma è riuscito a mettere a segno il miglior guadagno mensile (+11,8%) dallo scorso aprile e il miglior novembre dal 2001. In calo anche l’indice S&P 500, che perde lo 0,46% e chiude a 3.621,63 punti con una crescita su base mensile del 10,75%. A completare un novembre da incorniciare per Wall Street è stato anche il record mensile segnato dall’indice Russell 2000, che include le small cap americane, con uno spettacolare +18,3% nonostante la perdita di quasi due punti percentuali nell’ultima seduta del mese.

LA COMBO BIDEN-VACCINO

Ma cosa ha guidato questo rally degli indici azionari americani? Negli ultimi trenta giorni sono arrivate diverse notizie che i mercati attendevano. Prima fra tutte l’arrivo dei vaccini contro il Covid-19, con ben tre candidati ormai a un passo dall’approvazione. Pfizer e Moderna, in particolare, hanno già fatto richiesta di validazione alle autorità regolatorie americane ed europee. L’altra buona notizia è arrivata dalle temute elezioni presidenziali Usa. L’ipotesi di un voto contestato sembra essere ormai svanita e il vincitore, Joe Biden, dovrà probabilmente confrontarsi con un Congresso diviso tra repubblicani e democratici che non permetteranno di portare avanti un’agenza di riforme troppo radicale.

LE PROSSIME SFIDE

Ora, dopo il record di novembre, gli occhi sono puntati sulle prossime settimane di Wall Street: la corsa continuerà oppure sarà il momento di una pausa per passare il testimone ad altri mercati azionari rimasti più indietro? Molto dipenderà dall’andamento della pandemia e dalla risposta che il governo Biden sarà in grado di mettere in campo, non solo da punto di vista sanitario, ma anche sotto il profilo economico. Per portare a termine la seconda missione, la nomina di Janet Yellen, ex presidente Fed, al Tesoro fa ben sperare. Ma, sullo sfondo, resta anche un altro nodo che la nuova amministrazione sarà chiamata a sciogliere: le tensioni commerciali con la Cina, che durante il mandato di Trump hanno subito un inasprimento.