Oltre il rinnovo, è la Juve di Dybala: tocca a Paulo tirarla fuori dalla crisi

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Mancava praticamente mezza Juve a Napoli. E poi c'era chi mancava più degli altri. Per vari motivi non solo di campo, ancor più di Juan Cuadrado o Federico Chiesa, è stata l'assenza di Paulo Dybala a pesare maggiormente. Il motivo lo ha spiegato chiaramente Giorgio Chiellini al termine, a chi chiedeva al capitano un pensiero per Cristiano Ronaldo arrivava una risposta piuttosto chiara: «Ronaldo è il passato, questa è e sarà la Juve di Dybala». Ecco che se in un momento particolarmente delicato viene a mancare il leader tecnico, quello designato per prendere per mano la squadra, allora diventa tutto più difficile. Comunque bisogna andare avanti e voltare pagina, prima ancora di proiettarsi sulla sfida al Milan è il Malmoe a rappresentare la prossima sfida della Juve, quella da non fallire in alcun modo. In Champions ci sarà Dybala, in Champions dovrà essere Dybala a tirare fuori la Juve dalla crisi.

IL RINNOVO – Il suo status è riconosciuto da tutto il gruppo, ha detto anche questo Chiellini. E allora se in campo è tutto pronto per mettere Paulo nelle condizioni di fare quello che vuole, cioè assumersi le responsabilità che solo un numero 10 e un capitano può fare. È fuori dal campo che manca quel sigillo, il rinnovo di contratto di cui si parla da anni e che ancora non c'è. Ogni settimana può essere quella buona ormai da tempo, questa volta Pavel Nedved ha lanciato messaggi rassicuranti, Jorge Antun ha in programma il rientro in Argentina e sta solo aspettando di concludere questo tormentone. È rimasta una questione di soldi, anche o soprattutto, in questo rettilineo finale. Proprio perché non ci sono più dubbi sul ruolo di Dybala nella Juve di oggi e domani, lui si aspetta un trattamento da numero uno, è sulla distanza tra domanda e offerta che si tratta con l'obiettivo di arrivare ad essere il più pagato anche se magari progressivamente nel tempo (leggi qui). Di questo ormai si occupa solo il suo entourage, Paulo intanto ha in testa solo ed esclusivamente un obiettivo: tirare fuori la Juve dalla crisi. Come solo un campione, un leader può fare. Questa è la sua Juve, ora tocca a lui.

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