'Ora è record': Ronaldo si prende il trono di Pelè. E manda un messaggio alla Juve

Nicola Balice
·4 minuto per la lettura

CR770. Questo è di nuovo il suo giorno. La tripletta con cui Cristiano Ronaldo ha archiviato la pratica Cagliari in mezz'ora. In realtà non c'è solo stato tempo per l'esaltazione del suo modo di reagire al flop di Champions: forse ci poteva stare il rosso per il fallo su Cragno, l'esultanza più o meno polemica poteva essere evitata, anche il modo in cui ha ostentato il rifiuto di rilasciare interviste a caldo non è stato il massimo. Anche perché le tre reti rifilate al Cagliari non avvicinano lo scudetto né riportano la Juve indietro di qualche giorno evitando il flop in Champions di cui Ronaldo resta uno dei principali colpevoli. Ma le tre reti segnate al Cagliari aiutano a rimettere le cose in chiaro, Ronaldo è sempre Ronaldo. E i numeri parlano di un giocatore che non può essere un problema: 23 gol in campionato, 30 in questa stagione, 95 con la maglia della Juve, 770 in carriera. Sì, 770.

SUI SOCIAL. Sono solo alcuni dei numeri di un campione incredibile, consapevole di aver deluso in Champions ma allo stesso tempo deluso da tutte le critiche che gli sono piovute addosso, come se mezzo mondo del calcio non aspettasse altro. I suoi messaggi li ha lanciati sul campo, si dice così. E almeno in parte è vero. Altri li ha concessi ai social: “Sempre insieme, fino alla fine”, scrive pensando alla Juve. Per poi proclamarsi miglior marcatore di sempre anche se a seconda dell'archivio statistico questo è un traguardo già tagliato da tempo. Perché Ronaldo abbia aspettato solo ora, lo spiega sempre via social, rivolgendosi direttamente a chi è stato sorpassato: Pelé. “Le ultime settimane sono state piene di notizie e statistiche che mi considerano il miglior marcatore mondiale nella storia del calcio, superando i 757 gol ufficiali di Pelé. Anche se sono grato per quel riconoscimento, ora è il momento per me di spiegare perché non ho riconosciuto quel record fino a questo momento. La mia eterna e incondizionata ammirazione per il signor Edson Arantes do Nascimento, come il rispetto che ho per il calcio della metà del XX secolo, mi ha portato a prendere in considerazione il suo punteggio di 767, ipotizzando i suoi 9 gol per il São Paulo State Team, così come il suo obiettivo unico per la squadra militare brasiliana, come obiettivi ufficiali. Il mondo è cambiato da allora e anche il calcio è cambiato, ma questo non significa che possiamo semplicemente cancellare la storia secondo i nostri interessi. Oggi, quando raggiunto il traguardo ufficiale di 770 gol nella mia carriera professionale, le mie prime parole vanno dritte a Pelé. Non c'è giocatore al mondo che non sia cresciuto ascoltando storie sui suoi giochi, i suoi obiettivi e i suoi successi, e io non faccio eccezione. E per questo motivo, sono pieno di gioia e orgoglio quando riconosco l'obiettivo che mi ha messo in cima alla lista dei gol del mondo, superando il record di Pelé, qualcosa che non avrei mai potuto sognare mentre crescevo da bambino di Madeira. Grazie a tutti coloro che hanno preso parte a questo fantastico viaggio con me. Ai miei compagni di squadra, ai miei avversari, ai tifosi del bellissimo gioco di tutto il mondo e, soprattutto, alla mia famiglia e agli amici intimi: fidatevi di me quando dico che non ce l'avrei fatta senza di voi. Ora non vedo l'ora delle prossime sfide! I prossimi record e trofei! Credetemi, questa storia è ancora lontana dall'essere finita. Il futuro è domani e c'è ancora tanto da vincere per Juventus e Portogallo! Andiamo!”.

E ORA... Tredici partite rimangono in stagione alla Juve, tra campionato e finale di Coppa Italia. Ma è il futuro a interessare più del presente al popolo bianconero. Una decisione Ronaldo ancora non l'ha presa, serve tempo e lucidità. Nonostante la Champions sia rimasta una ferita sempre più aperta in casa Juve, vada come vada, resterà la consapevolezza di aver portato nel calcio italiano uno dei calciatori più forti di sempre. Che nella sera di Cagliari ha fatto vedere quasi tutto di sé: la parte spaccona e la classe cristallina, la rabbia e la fame. In ogni caso, la convinzione di essere oggi e per sempre, il numero uno.