Padoin: “Cagliari scelta migliore. La Juventus? Può vincere la Champions!”

Sono fiero ed orgoglioso del mio passato e della mia carriera. Giocare e vincere così tanto alla Juve è stato un onore e dentro di me conservo ricordi meravigliosi di tutto l’ambiente, dei miei compagni e dei tifosi. Auguro loro ogni bene, ma adesso sono focalizzato sul mio presente e sul mio futuro. Prima di arrivare a Cagliari ero convinto che fosse la decisione giusta da prendere, ora invece posso dirlo: è stata la scelta migliore che potessi fare”.

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Lo ritroviamo così Simone Padoin, schietto, concreto e determinato. Perché la determinazione è una caratteristica che gli hanno insegnato fin da ragazzino e il tratto distintivo della sua carriera: “Il settore giovanile dell’Atalanta è stata una scuola eccezionale – ci ha raccontato in esclusiva per Goal.com – E sono felice che continui a produrre talenti importanti come nel passato. Poi anche alla Juve la determinazione, la voglia di non mollare mai, la concretezza, sono sempre state caratteristiche nel DNA della squadra. Per questo per me non è stato difficile ambientarmi a Cagliari, perché non ho dovuto fare altro che continuare a lottare su ogni pallone”.

E, tutto sommato, questo a Simone e al Cagliari è riuscito abbastanza bene, anche se un po’ di rammarico per una stagione che poteva prendere una piega decisamente più interessante, c’è: “Va detto che il bilancio è assolutamente positivo, perché avere 32 punti a questo punto del campionato è un dato sicuramente importante, questo non dobbiamo mai dimenticarlo. D’altra parte, è anche vero che abbiamo avuto qualche alto e basso e, in particolare, c’è il dispiacere di aver perso alcune partite in maniera inspiegabile e troppo netta. Ecco, se magari avessimo perso “meglio” quelle gare, con risultati diversi e più contenuti, forse oggi la considerazione per quanto abbiamo fatto sarebbe diversa. Invece, nella memoria restano, inevitabilmente, quelle brutte sconfitte. Detto questo, abbiamo ancora nove partite per cancellare quei ricordi e impreziosire ulteriormente il nostro campionato: l’obiettivo è di terminare al meglio e chiudere con il maggior numero di punti possibile”.

Padoin Cagliari

E per questo, magari, servirà ancora l’aiuto di Borriello, grande protagonista delle gesta rossoblù. Simone ha ritrovato il “bomber” in gran forma dopo i sei mesi passati insieme nel primo anno alla Juve, ma non ne è rimasto sorpreso: “Conoscevo Marco e non avevo dubbi che avrebbe fatto bene. Innanzitutto perché è un grande professionista e poi perché l’avevo seguito nella stagione scorsa di Carpi e Bergamo, dove aveva fatto bene. Dunque mi aspettavo una stagione così, anche perché lui sa sempre determinare: nel finale di quella stagione alla Juve segnò due gol decisivi per lo scudetto (il primo dell’era Conte, quello del 2012 ndr)".

Marco ha tanta qualità e altrettanta personalità, ero certo che avrebbe fatto bene anche quest’anno”. Bene, anzi di più, ha fatto anche l’Atalanta, un altro pezzo importante del passato di Padoin: “Sono felice per loro, perché è un ambiente sano che mi ha dato tanto. Anche in questo caso, però, non sono rimasto stupito dai risultati. Certo, era difficile immaginare che potessero fare così bene, ma ero convinto che a Bergamo Gasperini potesse trovare l’ambiente ideale per lavorare. Dopo qualche difficoltà iniziale, il mister – che è davvero molto bravo – è riuscito a trasmettere la sua idea di calcio alla squadra e si è creata quell’empatia ideale per ottenere grandi risultati”.

Merito, anche, di qualche giovane interessante lanciato in prima squadra da Gasperini e che presto raggiungerà la Juve: “Caldara è veramente un difensore di grande prospettiva e l’idea di lasciarlo ancora un anno a Bergamo a maturare è intelligente. Credo che farà lo stesso percorso di Rugani, ancora un anno di esperienza prima di arrivare a Torino pronto per indossare quella pesante maglia. Non ho dubbi, però, che farà bene, perché si vede che ha qualità”.

Come, ad esempio, Barella, il gioiellino del Cagliari: “Devo dire che mi ha sorpreso, non tanto per le sue qualità tecniche, perché quelle si vedevano, ma soprattutto per la personalità. Avevo già seguito qualche partita del Cagliari in Serie B lo scorso anno e mi ero reso subito conto che era un ragazzo interessante, ma quest’anno ha avuto una maturazione eccezionale: anche nei momenti difficili non si è mai perso e, anzi, spesso si è spesso caricato la squadra sulle spalle e l’ha trascinata. Te lo assicuro, non è cosa da poco per un ragazzo di soli 20 anni alla prima stagione in Serie A”.

Padoin Juventus

Un’altra nota lieta di un Cagliari che ha idee chiare e prospettiva, non solo in campo: “Uno dei fattori che mi ha convinto a venire qui è stata la passione che ho visto nel presidente Giulini. Quando ci siamo parlati, ho visto subito che aveva grandissima ambizione e grandi idee. Devo dire che non mi sono sbagliato. Questo è un club importante e il fatto che voglia fare uno stadio nuovo lo dimostra”.

E nessuno più di Simone sa quanto conti uno stadio che “rimbomba”: “Lo Juventus Stadium è qualcosa di eccezionale, la passione che si respira è fantastica, non dimenticherò mai l’ovazione che i tifosi mi hanno riservato quando sono tornato. E’ qualcosa di inspiegabile, ti trascina. Poi, ovvio, lo stadio non vince da solo, ci sono anche le qualità di squadra. Quest’anno ho seguito tante partite dei miei ex compagni e ho visto nei loro occhi qualcosa di speciale. Mi sembra che questa Juve abbia raggiunto piena consapevolezza nei suoi mezzi, credo abbia tutte le carte in regola per provare a vincere la Champions”.

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Tornando, però, alla questione stadio, anche in questo caso Simone ha le idee chiarissime: “La Juve ha tracciato una strada e ha dato l’esempio, ma il Cagliari è appena dietro. Riuscire a dare ai nostri splendidi tifosi un nuovo stadio, consentirebbe a tutto l’ambiente di fare un grandissimo passo avanti”.

E Simone nel nuovo stadio ci vuole anche giocare: “Io e la mia famiglia ci siamo ambientati alla grande a Cagliari, ho ancora due anni e mezzo di contratto e ho tutta l’intenzione di restare qui. Il mio obiettivo è crescere in questa squadra e in questo club, perché sono convinto che ci siano tutte le condizioni per fare grandi cose”. Come dicevamo, schietto, concreto e determinato. Ma non come un gregario. Come un leader.

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