Panatta: "Il tennis tuteli i grandi tornei. Non Federer"

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Askanews

Roma, 26 mar. (askanews) - Tennis stravolto. Il Roand Garros a settembre, Roma che cerca una nuova data, Montecarlo che si ferma un anno, New York che polemizza con Parigi e Federer e la sua Laver Cup che non la prendono bene. Il tennis è il più globalizzato degli sport e questo 2020 rappreenta uno stravolgimento della sua storia. Si gioca da gennaio a dicembre, toccando 64 paesi. "A me - dice Adriano Panatta a La Stampa - degli Australian Open non importava nulla. È vero che gli spostamenti erano più difficili, ma io volevo giocare bene Roma, Montecarlo - dove purtroppo non mi è mai riuscito -, Parigi, la Coppa Davis. Andavo a Wimbledon perché ci dovevo andare. Il segnale più brutto è stato proprio aver distrutto la Coppa Davis". Gli appuntamenti da ricollocare stanno diventando tanti: "Faccio un appello ad Andrea Gaudenzi, il Presidente dell'Atp. Non gli chiedo, da italiano, di favorire l'Europa, ma le istituzioni del tennis hanno il dovere di salvaguardare i tornei che hanno più tradizione. Giocare a Phoenix, rizona, non è più importante che giocare a Roma". Il Roland Garros si è spostato a settembre senza chiedere a nessuno: "Sono d'accordo con loro. Hanno una storia centenaria". Roma "va recuperata. Ottobre va benissimo, anche dopo Parigi. Le ottobrate romane sono splendide". Federer, che organizza nelle stesse date la Laver Cup, non l'ha presa bene: "Federer mi staanche simpatico, ma si è fatto una società per conto suo, se ne farà una ragione. Non possiamo andare dietro a lui".

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