Parigini racconta gli ultimi tempi al Torino: "Mesi terribili, tornavo a casa e piangevo"

Goal.com

E’ approdato al Torino nel 2006, quando aveva appena nove anni, ma prima di poter esordire in Serie A con la maglia granata, ha dovuto aspettare il 2018 e vivere esperienze in prestito alla Juve Stabia, al Perugia, al Chievo, al Bari e al Benevento.

Quella tra Vittorio Parigini ed il Toro è stata una lunga storia d’amore che però si è conclusa tra le lacrime. A gennaio infatti, dopo un periodo molto complicato, ha deciso di trasferirsi al Genoa, club che poi l’ha prestato alla Cremonese non la quale chiuderà la stagione in Serie B.

Parigini, in un’intervista rilasciata a Tuttosport, ha svelato cosa l’ha spinto a lasciare il Torino.

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“Non voglio essere polemico, ma soltanto sincero. Mazzarri con me è sempre stato chiaro: mi ha detto che non avrei giocato, né mi sarei allenato con la squadra. Questo perchè ho rifiutato le condizioni del rinnovo che mi aveva proposto la società: due anni di contratto, quindi con scadenza 2022, ma con la prospettiva di cedermi a gennaio. Bava mi ha spiegato che non rientravo più nei piani tecnici del Torino, ma non era vero. Ribadisco, tutto è scaturito dalla scelta di non rinnovare. Sono stati sei mesi molto difficili: tornavo a casa e piangevo dopo che i compagni lavoravano in un campo, e io da solo in un altro. Mi sono aggrappato a mamma Rosa e a papà Claudio, nonché a Sofia, la mia fidanzata, e al mio agente Beppe Galli. Anche con i compagni, il rapporto è stato ed è tuttora molto buono: Baselli, Lollo De Silvestri, Sirigu, Edera e Zaza sono amici con i quali mi sento spesso”.

La chiusura della sua esperienza in granata non è stata quella che in molti avrebbero immaginato.

“Ricordo come fosse adesso il viaggio da Torino a Genova. Mi sono passati per la mente tutti i momenti belli e brutti trascorsi in granata. E mi sono profondamente commosso. Torino è stata a lungo casa mia, andarmene è stato un dolore forte. Purtroppo le cose si erano già complicate lo scorso aprile, quando dopo nemmeno venti minuti da che ero in campo contro il Milan sono dovuto uscire per un infortunio: un guaio al muscolo addominale sinistro, la cosiddetta sporternia. Ho terminato la stagione, poi mi sono operato guarendo pure con largo anticipo. Mi aspettavo di vivere una nuova annata da risorsa importante, ma con l’addio di Petrachi, e poi con l’acquisto di Verdi il quadro è iniziato a cambiare. Io però stavo bene, dalla trasferta di Wolverhampton in avanti avrei potuto giocare. E invece, come vi ho spiegato, il no alla proposta di rinnovo mi ha tolto dai giochi. Per questo avevo scelto di scrivere quel post: ‘Mi fanno passare da infortunato, ma è da agosto che sto bene!’. Altro che divertirmi in giro, ho passato sei mesi terribili, ci sono uscito di testa”.

Per Parigini, il Genoa rappresenta un nuovo punto di partenza.

“E qui ecco che arriva la lacrima di gioia. Ho scelto di trasferirmi a metà campionato e non a fine stagione perché sarei stato inattivo altri sei mesi. E invece con il mio agente e il Genoa abbiamo ritenuto utile accettare la richiesta di prestito della Cremonese. A Cremona posso giocare con continuità, per poi rientrare al Genoa nelle condizioni giuste per affrontare il ritiro estivo”.

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