Passaporti falsi, nel mirino anche Bruno Henrique, il Palermo : "Estranei ai fatti"

Tra i giocatori che avrebbero beneficiato di una cittadinanza italiana anche Bruno Henrique del Palermo che annuncia: "Società estranea ai fatti".

Nell'estate del 2001 il calcio italiano subì una pesante battuta d'arresto a causa dello scandalo dei passaporti falsi che vide coinvolte diverse società di Serie A, particolarmente abili a semplificare il processo di comunitarizzazione di alcuni loro giocatori.

Ora potrebbe esserci un ritorno a quei tempi: come riportato da 'Calcio e Finanza', I Carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna (Napoli) hanno arrestato due persone indagate e sospettate di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

I due (ora ai domiciliari), dietro compenso in denaro, hanno aiutato in breve tempo ben 300 cittadini brasiliani ad ottenere la cittadinanza italiana in vitù dello ius sanguinis, seppur non esistessero i requisiti fondamentali per agire in tale direzione.

Tra le persone aiutate ad ottenere la cittadinanza figurano anche alcuni calciatori militanti nella massima serie italiana, francese, portoghese e brasiliana: in particolare nel Monaco, Atletico Mineiro, Palermo, Sporting Club Internacional e nel Red Bull, mentre molti altri militano nelle serie del futsal.

Secondo 'Il Corriere del Mezzogiorno' ad aver beneficiato di questi servizi sarebbero il palermitano Bruno Henrique e Gabriel Boschilia, quest'ultimo attualmente in forza al Monaco.

Dal canto suo, il Palermo ha esternato tutta la propria estraneità ai fatti con questo comunicato: "In riferimento a quanto pubblicato oggi da alcuni Organi di Informazione sul presunto coinvolgimento del calciatore Corsini Bruno Henrique in un’indagine della Procura di Nola riguardante l’emissione di false pratiche per ottenere la cittadinanza italiana, l’U.S. Città di Palermo comunica di essere totalmente estranea ai fatti citati, di non conoscere i termini della vicenda e di non avere avuto alcun rapporto con i soggetti coinvolti nell'inchiesta".

Il calciatore in oggetto, - recita la nota - che al momento dell’acquisto godeva già dello status di cittadino italiano, non mancherà di fare chiarezza nelle sedi opportune in merito alla propria posizione qualora fosse confermato il suo coinvolgimento nell'indagine".

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