Pellegrini: "Felice per ritorno. Temevo strascichi per il Covid"

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Roma, 12 nov. (askanews) - Un quinto posto nei 200 dorso in vasca corta, un quarto nella staffetta 4 100 stile libero donne, un settimo nella mista e, infine, un altro quarto posto nei 'suoi' 200 stile libero. È stato un ritorno più che positivo per Federica Pellegrini, tornata all'attività agonistica a Budapest dopo le due settimane chiusa in casa per via del coronavirus. La Divina è soddisfatta del suo ritorno e ha espresso tutta la sua gioia ai microfoni di Sky Sport. "Sono super contenta - ha commentato la nuotatrice -. In primis per essere riuscita a raggiungere la mia squadra, anche se solo per l'ultimo match. Ne avevo bisogno per me e sentivo che anche loro ne avevano bisogno. Dopo tutto quello che mi è successo, mi sono buttata "simbolicamente " in acqua, non sapendo esattamente cosa potesse venirne fuori. Infatti ero agitata prima della prima gara, che poi era i 200 dorso, diciamo non esattamente la mia gara, quella che conosco così bene. Quando fai le visite mediche dopo essere guarita dal Covid, la prima cosa che ti dicono è 'parti gradatamente'. Per cui non è che potessi buttarmi in acqua il primo giorno e spingere 8 km come se niente fosse, a parte che non ce l'avrei neanche fatta. Il dubbio più grosso che avevo in quei giorni era il fatto di avere strascichi sia a livello cardiaco che a livello polmonare. Aver spazzato via questi dubbi in gara è stato per me molto importante: perché puoi fare tutte le visite e gli allenamenti del caso, ma la gara è una cosa diversa". Il coronavirus resta, comunque, un tema caldo. "In questo momento è logico che la priorità è la salute, a prescindere da quello che può essere l'Olimpiade o la vita di un atleta - ha aggiunto Pellegrini -, ma non ci si dimentichi che ci sono degli sportivi che fanno del loro sport il proprio lavoro e la propria ragione di vita. Se ho avuto il senso di colpa per aver contagiato mia madre? È un pensiero che mi è passato, perché ha avuto pochi sintomi come me: all'inizio mi dispiaceva tanto perché lei è un'immunodepressa, quindi non sapevamo esattamente come avrebbe potuto reagire al virus. Per il nostro Paese non è un momento facile, proteggiamoci il più possibile da soli prima che lo facciano gli altri, quindi mettiamoci questa benedetta mascherina. La stanchezza psicologica è palpabile e anche capibile: ci sono tante persone che non arriveranno a fine mese, è un ripetersi di eventi che abbiamo già vissuto. Io mi sono dati questi mesi di tempo per vedere come fa. Fin quando non ci diranno se queste Olimpiadi alla fine si faranno o no, io andrò avanti come se si facessero al 100%".