Perché Dusan Vlahovic dovrebbe rimanere almeno un altro anno a Firenze

Chiara Manetti
·4 minuto per la lettura

Ormai possiamo affermarlo con certezza: Dusan Vlahovic è uno dei maggiori prospetti del calcio del vecchio continente. Il giovane attaccante sta trascinando, grazie ai suoi goal e alle sue prestazioni, la Fiorentina verso la salvezza. Con la tripletta al Benevento, ad appena ventun anni compiuti, si è definitivamente consacrato, raggiungendo quota 12 reti stagionali, arrivando poi a 13 con il goal segnato successivamente al Genoa. Un risultato significativo dato che è diventato il primo 2000 nella storia del calcio italiano a essere così produttivo, superando il Kulusevski della scorsa stagione che si era fermato a 10 reti. In più, nella classifica marcatori, è a -1 dal vincitore della “Scarpa d’Oro” Ciro Immobile e a -2 da Lorenzo Insigne, Lautaro Martinez e Zlatan Ibrahimovic.

Senza contare che in Europa solo un giovane fenomeno ha fatto meglio di lui: Haaland del Borussia Dortumund. Del resto, coloro che hanno visto giocare Dusan Vlahovic nella primavera viola già avevano notato le sue qualità superiori alla media, un vero e proprio moderno rapace d’area di rigore.

Dusan Vlahovic, un goal contro il Genoa | Getty Images/Getty Images
Dusan Vlahovic, un goal contro il Genoa | Getty Images/Getty Images

Il merito dell’esplosione di Vlahovich va al mister Prandelli, subentrato dopo l’esonero di Iachini. Si è preso la responsabilità di puntare sul giovane serbo, costruendo il centravanti del futuro, valorizzandolo e convertendo il suo fuoco in energia positiva. La fiducia non è mai mancata perché quando uno sbaglia, non deve essere crocifisso ma aiutato. Grazie a questo Vlahovic ha ritrovato quella serenità e tranquillità che aveva perso con la precedente gestione. Ha iniziato a capire come sfruttare il suo fisico imponente e i suoi mezzi tecnici. Migliora in ogni partita, sia a livello di goal che come presenza in campo. Oggi infatti, pur preferendo qualcuno al suo fianco che gli apra gli spazi, è in grado di reggere l’attacco viola da solo. E la sensazione è che non voglia fermarsi più.

Le sirene di mercato si fanno sentire squillanti e potenti. Club di tutta Europa si stanno interessando al talento serbo: dal Tottenham e Liverpool al Real Madrid, passando per le nostrane Roma e Milan. La prima aveva già fatto un'offerta la scorsa estate. La seconda, al momento, sembra quella più avanti nelle quotazioni. Maldini, Pioli e Ibrahimovic stravedono per il giovane e lo vedono come l’acquisto perfetto per migliorare e completare la squadra. Ma, a conti fatti, seppur ancora il contratto con la Fiorentina non è stato rinnovato, quanto conviene a Dusan Vlahovic cambiare squadra?

Dusan Vlahovic, tripletta al Benevento | Soccrates Images/Getty Images
Dusan Vlahovic, tripletta al Benevento | Soccrates Images/Getty Images

Vlahovic ha solo 21 anni e il futuro del calcio è sicuramente suo. Vedere così tanti soldi messi sul piatto potrebbe allettarlo. Ci sono molte squadre oggi disposte a offrire un ingaggio superiore a quello proposto dalla Fiorentina: la cifra si aggira sui 3 milioni contro i quasi 2 della Viola. Tra queste, come detto precedentemente, c’è il Milan. Una squadra blasonata, dove gioca l’idolo incontrastato di Dusan Vlahovic, in lotta per un posto in Champions League. La vera domanda è: il giovane serbo riuscirebbe a reggere la pressione di giocare in un team del genere? Dovendo confermarsi quell'ambiente? Firenze, da questo punto di vista, è già un bel banco di prova. Ma quelle pressioni che potrebbe avere al Milan ancora non le ha sperimentate. E potrebbero essere controproducenti.

Il motivo principale, però, sarebbe un altro. In qualsiasi grande club approdasse, si dovrebbe guadagnare un posto da titolare che, invece, a Firenze è garantito. Lui stesso ha constatato sulla sua pelle quanto sia importante giocare ogni partita. Infatti, quando faceva la staffetta a tre con Kouame e Cutrone, non aveva quella sicurezza e quella maestria che ha adesso. A Firenze porterebbe così avanti la sua crescita, continuando a perfezionarsi e a migliorarsi proprio grazie alla continuità che avrebbe sul campo. Perché si cresce giocando, non guardando giocare. Bernardeschi insegna.

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Senza contare che nella Fiorentina avverrà un cambio in panchina e la costruzione di un nuovo progetto tecnico che metterà sicuramente Dusan Vlahovic al centro, costruendogli la squadra che lo esalti e che si merita. Firenze rimane comunque una piazza importante, quella che l’ha lanciato e dove può ancora migliorare. La palla, adesso, è nelle mani della Viola ma, soprattutto, nelle sue. Sappiamo che la riconoscenza non esiste più nel calcio, ma per i tifosi viola la speranza è l’ultima a morire.

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