Perché Goran Pandev non deve ritirarsi dal calcio giocato

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Siamo alla Johan Cruijff Arena di Amsterdam dove si sta giocando la partita tra Olanda e Macedonia del Nord, valevole per la terza giornata dei gironi di Euro 2020. La gara appare totalmente sbilanciata, con gli Oranje che ci mettono meno di un'ora per segnare tre gol e consolidare il passaggio del turno. Olanda-Macedonia del Nord non sarà ricordata per la vittoria semplice della squadra di casa, ma per un altro motivo.

È il 69' e il quarto uomo alza la lavagna luminosa per annunciare una sostituzione: esce il 10 ed entra... onestamente non ricordiamo chi entra, probabilmente nemmeno i macedoni lo sanno, perché il giocatore che abbandona il campo è troppo più importante di quello pronto a sostituirlo.

È il 69' quando l'intera Johan Cruijff Arena si alza in piedi per rendere omaggio a Goran Pandev, capitano, leader e simbolo della Macedonia calcistica. Si alza in piedi perfino Wesley Sneijder, suo ex-compagno nel mitico Inter del Triplete. Tutti vogliono rendere omaggio a quel calciatore un po' spelacchiato che alla vigilia aveva annunciato che quella sarebbe stata la sua ultima apparizione con la maglia della nazionale.

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Lui che per anni la Macedonia l'ha incarnata, rappresentandola in giro per il mondo. Lui che a 37 anni suonati l'ha trascinata al primo Europeo della sua storia segnando il gol decisivo durante le qualificazioni. Dopo 39 reti in 121 partite, lui, Goran Pandev, ha detto basta.

In seguito alla partita d'addio, Goran è stato intervistato dai microfoni di Sky, ansiosi di conoscere il suo futuro. Il contratto di Pandev scade tra pochi giorni e il Genoa si è mostrato disposto a rinnovarglielo ancora per un anno: la decisione è solo del calciatore. Il punto è che il macedone non ha ancora deciso se continuare a giocare o appendere gli scarpini al chiodo.

In questo articolo proveremo a convincere Goran a firmare il rinnovo, perché il calcio e soprattutto noi tifosi abbiamo bisogno di lui.

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Calciatore d'altri tempi

Creste, ciuffi, capelli ossigenati: Pandev non è niente di tutto questo. Nel corso della sua carriera, il buon Goran ha sempre pensato al calcio, il che sembra una cosa scontata per uno che di lavoro fa il calciatore, ma negli ultimi tempi, sempre più ragazzini badano al superfluo, ai capelli, alle macchine, alle case, etc.

Pandev è la sostanza di questo sport ed è importante che uno come lui continui a giocare per catechizzare tutte le nuove promesse del pallone.

Il suo sinistro è uno dei migliori in circolazione

Il fisico non lo accompagna più come una volta, ma la tecnica di Pandev è ancora una delle migliori del nostro campionato. Basta rivedersi il gol rifilato al Crotone, quando il macedone ha scavalcato Cordaz con un elegante pallonetto; oppure la doppietta che ha rifilato al Napoli, una delle sue vecchie squadre.

Sappiamo che difficilmente potrebbe disputare un'intera gara, ma Ballardini sarebbe contento di poter disporre di un giocatore come Pandev da poter inserire a gara in corso per difendere il vantaggio o cercare un disperato assalto nel finale.

È l'ultimo eroe del Triplete

Stai tranquillamente navigando su internet, quando ti imbatti in una foto dell'Inter del Triplete. Passando in rassegna i giocatori, ti accorgi che quasi tutti hanno detto addio al calcio, dopodiché cerchi quanto tempo sia passato dall'impresa mourinhana: 11 anni.

Ti assale lo sconforto, inizi a sentirti vecchio e ti accorgi che in questi 11 anni non hai combinato ancora nulla: non ti sei laureato, non sei sposato, non hai figli e passi le tue giornate a scrivere per 90min. A un certo punto scorgi il bel faccione di Goran Pandev e realizzi che non tutto è perduto, che finché il macedone non molla, la tua vita non fa poi così schifo.

Ecco perché è così importante che rinnovi il suo contratto: perché così non dovremmo arrenderci al tempo che scorre inevitabilmente. Se Goran dovesse scegliere di continuare a giocare, l'impresa del Triplete non ci sembrerà poi così lontana e avremmo ancora il diritto di non sentirci vecchi.

Che poi anche Maicon continua a giocare, ma questa è una storia che non siamo pronti ad affrontare.

L'Inter del 2010 | Giuseppe Bellini/Getty Images
L'Inter del 2010 | Giuseppe Bellini/Getty Images

Fantacalcio

Ultimo, ma non meno importante.

Immaginate la situazione: asta del fantacalcio, hai speso la maggior parte del tuo capitale per Ronaldo/Lukaku/Ibrahimovic o qualunque altro attaccante pensi possa aiutarti a vincere (illuso!), però ora ti manca ancora 1 slot da riempire e hai solo un credito.

Tutti i tuoi amici stanno già mangiando la pizza, mentre tu rileggi per la settima volta l'elenco dei giocatori svincolati. Tra i tanti leggi il suo nome: Goran Pandev. Sai che quando viene chiamato in causa, il macedone si fa sempre trovare pronto e punti su di lui per completare il roster.

Scene simili si ripetono ogni estate, sono come un mantra, c'è sempre qualcuno che prende Pandev come sesto attaccante. Fa niente se poi non lo schiererai manco una volta, ma lui è sempre lì per te.

Ti prego Goran, non interrompere questa tradizione: firma il rinnovo.

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