Piazza Affari negativa, petrolio ancora in rialzo

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Sia a Wall Street che sui listini europei i riflettori degli operatori sono puntati sul comparto obbligazionario. L’inflazione ai massimi da 40 anni potrebbe spingere la Federal Reserve ad alzare il costo del denaro per quattro volte nel 2022 o, ed è l’indiscrezione che sta condizionando l’andamento delle borse USA nella seduta odierna, decidere di partire in quarta alzando il costo del denaro di mezzo punto percentuale nel corso del meeting di marzo (al momento il consenso è per +25pb).

In Europa invece tutti guardano al Bund a 10 anni, il cui rendimento è tornato per la prima volta dal 2019 sopra quota 0% (0,015% in corrispondenza dello stop agli scambi in Europa). Con il movimento ascendente che sta coinvolgendo anche il nostro decennale, lo spread tra i due titoli segna un aumento di un punto percentuale a 138 punti base.

Giornata di guadagni, anche per il petrolio, che vede il future con consegna marzo salire per il quarto giorno consecutivo a 88,6 dollari al barile, +1,3% rispetto al dato precedente. Prezzi del greggio in rialzo a Piazza Affari hanno favorito i big del comparto oil come Eni (+1,13%) e Saipem (+3,74%).

Sul Ftse Mib, che ha segnato un -0,41% a 27.370,85 punti, giornata di guadagni anche per Moncler (+3,22%), che si è messa in scia (come gli altri titoli del lusso europeo) dei conti presentati dal gruppo Richemont e da Prada, e per Leonardo (+1,26%), che stando ai ben informati potrebbe ricevere nuove commesse da Airbus.

Segno meno invece per i titoli del comparto bancario, con il -1,08% di BPER Banca, il -0,96% di UniCredit ed il -1,59% di Intesa Sanpaolo.

Nuova seduta di vendite per Telecom Italia (-3,02%), ancora alle prese con le indiscrezioni sul piano di spin-off della rete, che allontana l’offerta di KKR. (in collaborazione con money.it)

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