Pinsoglio: 'Juve, non è l'apocalisse. Io c'ero nel 2010 e sembrava la fine. Oggi abbiamo Ronaldo, spero resti'

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Uomo spogliatoio, idolo dei tifosi. Carlo Pinsoglio ci mette la faccia in questo periodo difficile per la Juventus e invita tutti alla calma. Intervistato da Tuttosport il terzo portiere dei bianconeri ripercorre altri momenti duri della società torinese vissuti dalla panchina e sottolinea come oggi la situazione è molto più rosea.

NON È L'APOCALISSE - ​"Apocalisse? Ma no, è un momento difficile. Dobbiamo risollevarci e migliorare, ma la negatività è troppa. Credo tornerà la normalità dopo la pausa delle nazionali, quando ci ritroveremo tutti qui. Ho imparato che più lo spogliatoio ride, ovviamente nei momenti giusti, più il gruppo è sereno e si unisce e si affrontano le difficoltà in modo più costruttivo. E questo compito di tenere l’umore alto l’ho sempre sentito mio ed è cresciuto negli anni".

NEL 2010 SEMBRAVA LA FINE - "Io l’ho vissuto il marzo del 2010: ero un ragazzo, ma ero nel gruppo. Sconfitti 4-1 dal Fulham e fuori dall’Europa League. Poi due sconfitte di seguito con Samp e Napoli che aveva compromesso pure il sesto posto. In più, molti dei più forti stavano smettendo, gli acquisti più costosi che stavano deludendo, in società la tensione era altissima, nell’ambiente c’era un cupezza micidiale".

RONALDO - "Adesso la Juventus ha il giocatore più forte del mondo, un gruppo di giovani talenti fortissimi, una società forte... la prospettiva è un po’ diversa, anzi direi che non c’è paragone. Se resta? Non lo so. Spero sinceramente di sì, perché incide molto. Beh, ha un anno di contratto! In teoria, se non succede qualcosa di strano... Ma penso e spero che rimanga".​

IDOLO DEI TIFOSI - "Sono semplice, solare, alla mano. Mai niente di strano. Mi faccio voler bene per quello che sono. E poi faccio sorridere la gente, fin dal mattino con video scemi. E nello spogliatoio scherzo con tutti. Cerco di tirarli su. Io sono tifoso della Juventus da quando sono nato. Per me ogni gol è come se lo avessi segnato io. E’ sempre bello esultare con i compagni e la squadra, per certi versi lo considero un privilegio".

SOPRANNOMI - "Show è il soprannome che ho dato a Bernardeschi. All’inizio era BernaShow, adesso solo Show. Non do soprannomi a tutti... Federico Chiesa è il Fenicottero Rosa! Chiellini è Giorgiao Meravigliao. Io ero Grissino? Sì! Me l’aveva appioppato Immobile quel soprannome, perché effettivamente ero molto magro".

DE LIGT - "De Ligt sembra un trentenne quando lo vedi giocare. Molto giovane, ma ha una grandissima personalità. E’ un grande giocatore. Sta anche iniziando a parlare bene italiano".

SPINGERE - "Come uscirne? Dico solo La. Juve. Siamo. Noi. Sì, la Juve siamo noi! Secondo me siamo tutti consapevoli di essere la Juventus. Troppe parole non servono. Finita la pausa delle nazionali dobbiamo spingere forte, senza troppi discorsi. Noi siamo la Juve è l’unica frase da tenere a mente".