Pioli è già nella storia del Milan: l'indicazione sulla clausola per legarsi ancora insieme

Mai come oggi la panchina del Milan è salda nelle mani di Stefano Pioli. L'allenatore arrivato "quasi per caso" più per una ferma volontà della parte italiana dell'allora dirigenza, che non per il progetto pensato dal fondo Elliott che voleva Ralf Rangnick al posto dell'esonerato Marco Giampaolo prima e al posto proprio dello stesso Pioli poi. Una scelta quella di Maldini e Massara che si è rivelata vincente dato che, numeri alla mano, l'allenatore emiliano è già entrato nella storia del club rossonero.

MEGLIO DI ANCELOTTI - Padrone del proprio destino in Champions League (basta il pari col Salisburgo), è però in campionato dal momento del suo insediamento che Pioli ha certificato il proprio capolavoro. Con 74 vittorie in 118 partite è infatti il secondo allenatore per percentuale di vittorie all'attivo nella storia del club. Solo Lajos Czeizler con il 64% ha fatto meglio, mentre al 58%, 57% e 56% rispettivamente si sono fermati allenatori come Ancelotti, Bela Gutmann e Allegri.

SI AL RINNOVO, L'INDICAZIONE - Prestazioni che, inevitabilmente, incidono anche nella considerazione che ha la società di lui e sul suo futuro. Perché Pioli ha iniziato la stagione in scadenza di contratto al 30 giugno 2023, ma nel suo accordo è anche presente una clausola di rinnovo automatico esercitabile dalla società. I rapporti fra le parti sono ottimi, c'è fiducia reciproca e con essa anche la volontà di proseguire ancora insieme. Secondo quanto appreso da Calciomercato.com non c'è però fretta di esercitare quel diritto e anzi, la volontà del club è quella di sedersi attorno a un tavolo e trattare bilateralmente con l'allenatore. Senza fretta, perché questo Milan è rinato e tornato una macchina lanciata anche e soprattutto grazie a Pioli, e tutti sono consapevoli che sarebbe un delitto fermarla.