Pioli non cerca alibi: "Senza tifosi non è calcio, ma vale per noi e loro"

Goal.com

Nel deserto di San Siro è arrivata una sconfitta inaspettata per il Milan di Stefano Pioli. Il goal di Ibrahimovic nel secondo tempo non è bastato ai rossoneri per portare a casa punti preziosi, visto il grande primo tempo del Genoa e le due reti segnate. Risultato finale, 2-1 per i liguri.

Al termine della gara Pioli ha fatto mea culpa riguardo a quanto successo in campo, ovviamente dicendo la sua anche sulla questione coronavirus e il provvedimento che vede gli stadi chiusi ai tifosi almeno fino ad aprile. Nella speranza che l'emergenza cali.

Riguardo l'assenza di pubblico, però, il tecnico del Milan, intervitato da DAZN, non cerca scuse:

Scorri per continuare con i contenuti
Annuncio

"Giocare senza pubblico non è calcio, ma vale per noi e per loro. Avevamo una grande opportunità di mostrare le nostre qualità e che potevamo far bene. Non l’abbiamo vinta per demeriti nostri".

La Lombardia è proprio la regione di gran lunga più colpita dai contagi:

"Ci devono essere persone più adatte di me per prendere certe decisioni. Noi siamo qui per lavorare e cercare di dare anche positività in questa situazione".

Il Milan ha perso per demeriti in campo, ma l'incertezza generale è comunque tale:

"Le responsabilità sono tutte nostre, non esistono alibi. Però questa era la terza partita che avremmo dovuto giocare e fino all’ultimo non si sapeva se si sarebbe giocata. Dobbiamo pensare solo a fare meglio".

Per il futuro del Milan si continua a parlare di un addio per Pioli e di un arrivo di Rangnick:

"Noi dobbiamo assolutamente rimanere concentrati sul lavoro, io non sono assolutamente preoccupato per il mio futuro. Fa parte del ruolo. E troppo importante finire bene questa stagione, lavoriamo in un club prestigioso e i tifosi ci hanno sempre sostenuto".

Potrebbe interessarti anche...