Pioli riscatta il mercato del Milan: Thiaw e Vrackx in rampa di lancio, la scelta su Dest e Adli. L'eccezione De Ketelaere

Stefano Pioli non ci sta e passa al contrattacco. Lo fa rivendicando i meriti di una gestione che nell'arco di tre anni ha riportato il Milan ad un ruolo di protagonista, dopo una scalata per gradi e in cui tanti sono stati i calciatori valorizzati da un metodo di lavoro che è diventato materia di studio. Da Theo Hernandez a Kalulu passando per Tonali e Leao, il club rossonero ha saputo ricostruirsi puntando su giocatori dimenticati o non valorizzati sufficientemente altrove o investendo direttamente sul talento grezzo di giovanissimi in rampa di lancio. Ecco perché l'allenatore campione d'Italia ha rispedito al mittente le critiche piovute negli ultimi tempi per la gestione del proprio organico in questa prima parte di stagione. Nella quale proprio gli ultimi arrivati, la nuova informata di "scommesse" portata da Maldini e Massara, sta faticando ad imporsi.

IL CREDO DI PIOLI - Troppo eclatante la situazione di mister 35 milioni De Ketelaere, sempre più spesso in panchina e quasi intristito dopo un avvio che aveva lasciato intravedere i lampi del suo potenziale. Non meno degne di attenzione sono le situazioni degli altri acquisti dell'ultima finestra di mercato, tutti confinati ad un minutaggio certamente non in linea con le loro aspettative. Ma per Pioli esiste una spiegazione: "Io credo che il mio modo di pensare sia stato positivo e costruttivo nei confronti dei miei giocatori. Era normale, per quello che mi aspettavo io, dargli il tempo di adattarsi a quello che è un cambiamento importante. Qua dentro siamo abituati ad una regola: dare aiuto e chiedere aiuto vuol dire unire le nostre forze e sfruttare tutte le nostre forze insieme, quindi li stiamo aiutando tutti per farli rendere al massimo e saranno tutti pronti per giocare da Milan". Il calendario ipercompresso e anomalo di questa ultima porzione di 2022 e la necessità di fare da subito il maggior numero di risultati possibile ha giocato un ruolo non indifferente, ma sempre dalle dichiarazioni e dalle scelte recenti dell'allenatore rossonero si evince come la musica potrebbe cambiare in vista del 2023.

VRANCKX DOPO THIAW - I mesi di apprendistato al fianco di un professore come Simon Kjaer hanno prodotto i loro frutti con Malick Thiaw, che dopo l'esordio dal primo minuto di Cremona dovrebbe avere una nuova chance contro la Fiorentina. Un giocatore con caratteristiche uniche nella batteria dei centrali rossoneri, un profilo che Maldini e Massara si erano segnati da tempo e che già a gennaio avrebbe potuto lasciare la Germania ed anticipare il suo arrivo. Una fiducia racchiusa nei 7 milioni di euro più bonus messi sul piatto dal Milan e dal graduale inserimento da parte di Pioli nelle dinamiche di squadra. Un "primo passo verso l'ignoto", che presto potrebbe riguardare un altro ragazzo di belle speranze arrivato nelle ultime ore del mercato estivo, sul quale il club rossonero ha puntato dopo aver incassato i "no" a vario titolo e di diversa natura per Renato Sanches, Chukwuemeka e Onyedika. "Sono molto contento di come sta lavorando Vranckx: ha sfruttato molto bene questo periodo di adattamento in cui ha giocato poco e si è allenato bene, sono sicuro che a lui servirà anche la pausa. Sono sicuro delle sue qualità e ci tornerà utile". La sensazione è anche per il belga prelevato in prestito con diritto di riscatto dal Wolfsburg il salto sia dietro l'angolo.

DEST E ADLI - Con De Ketelaere che rappresenta un discorso a parte, in virtù anche della cifra che il Milan ha deciso di destinare per un ragazzo del 2001 già con una discreta esperienza sui palcoscenici della Champions League e ritenuto da più parti un progetto di campione, le valutazioni di Pioli e dell'area tecnica rossonera possono portare invece a percorsi alternativi per Sergino Dest e Yacine Adli. L'esterno statunitense non è stato agevolato nel suo inserimento dai problemi fisici che lo hanno limitato proprio nelle ultime settimane, quando l'assenza contemporanea di Calabria e Florenzi ha riaperto le porte a Kalulu da terzino destro; ad onor del vero, il recente problema muscolare dell'ex Barcellona è arrivato dopo una serie di prestazioni non del tutto convincenti e ipotizzare oggi un riscatto per 20 milioni di euro a giugno appare un azzardo. Una cessione in prestito appare invece come la soluzione obbligata per il francese arrivato dal Bordeaux, mandato in campo per l'ultima volta nel complicato primo tempo di Verona e poi sparito dai radar. L'aver svolto tutto il ritiro precampionato e aver ben impressionato non è bastato a smuovere le convinzioni di Pioli, che ne ha certo colto il talento ma allo stesso tempo non lo considera pronto per entrare nelle rotazioni. Sono le due facce del metodo Milan, che chiede tempo prima di emettere le sentenze definitive.