Pioli smonta il caso smartphone: "Serve per preparare le gare"

Hanno fatto molto discutere, soprattutto in rete, negli ultimi giorni le immagini di Rebic, Kessié e Biglia negli spogliatoi del Milan impegnati a controllare i propri smartphone a pochi minuti dell’importantissima sfida di campionato che sabato ha visto i meneghini impegnati a San Siro contro il Napoli.

In molti hanno parlato di scarso attaccamento alla maglia e di poca concentrazione in un momento così delicato per i rossoneri, in realtà però i tre giocatori non solo non stavano facendo nulla di male, ma erano già totalmente focalizzati sulla partita.

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, Rebic, Kessié e Biglia stavano semplicemente vedendo alcuni video preparati in ottica del match, con le fasi di possesso e non possesso e le immagini degli avversari. Si tratta di un tipo di esperienza che Pioli ha già proposto alla Fiorentina e che ora sta replicando al Milan.

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Lo stesso tecnico rossonero, ha voluto difendere a spada tratta i suoi giocatori dalle critiche che sono loro piovute addosso.

“Ci prendiamo le critiche perché non vinciamo, ma non è corretto accusare alcuni ragazzi di scarsa concentrazione. Prima delle partite è consentito l’uso del telefonino nello spogliatoio, è consentito ascoltare musica per rilassarsi e soprattutto è consentito consultare la app che aggiorniamo costantemente con i video sugli avversari. Si tratta d uno strumento utile per rivedersi i movimenti delle varie fasi di gioco e per prepararsi alla partita”.

Pioli ha in realtà imposto delle regole legate all’utilizzo degli smartphone, ma non riguardano questo caso specifico. Non posso essere utilizzati in momenti di socializzazione come colazione, pranzo e cena, quando si fa fisioterapia e quando sta per iniziare l’allenamento.

Nessun caso quindi, ma solo semplice routine. Le accuse di scarsa professionalità sono state rispedite al mittente.

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