Pippo Inzaghi: "Italia più forte ma Svezia nulla da perdere"

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Roma, 10 nov. (askanews) - "Il Mondiale vinto in Germania? Quei ricordi sono indelebili, sono nel nostro cuore, quelle immagini le abbiamo viste tantissime volte. È stata un'emozione fantastica, vincere il Mondiale è qualcosa di straordinario, poi tornare a Roma con 2 milioni di persone al Circo Massimo: è stato tutto fantastico. Speriamo che quei ricordi siano di buon auspicio per la partita dell'Italia contro la Svezia, speriamo che gli azzurri possano andare in Russia e che poi possano fare un mondiale da protagonisti perché è davvero una competizione fantastica". Lo ha detto a Premium Sport Filippo Inzaghi, campione del mondo in Germania 2006 ed oggi tecnico del Venezia. "Buffon in campo come nel 2006? - continua - Sì c'è lui, c'è De Rossi e Barzagli che c'erano anche in Germania. Sulla carta l'Italia è più forte però la Svezia ha poco da perdere e in queste partite si possono correre dei rischi. L'Italia però difficilmente sbaglia questi match, al ritorno poi giocheremo a San Siro davanti a 70mila persone e penso che lì il pubblico potrà fare la differenza". Una nazionale fatta di tanti giovani: "Mi auguro che l'Italia si qualifichi, poi penso che i giovani di questa Nazionale siano in rampa di lancio e potranno arrivare al Mondiale ancora più maturi e più pronti. Un consiglio per gli attaccanti di Ventura? Nella prima partita in Svezia la squadra potrà sfruttare la velocità dei nostri attaccanti. Immobile è il miglior attaccante italiano in questo momento e magari con qualche ripartenza potremmo sfruttare le nostre doti migliori.". Una battuta anche sul ritiro di Pirlo: "Con Andrea ho giocato quasi 300 partite. Quando smette un giocatore così importante dispiace sempre però l'augurio più bello che posso fargli è dire che la vita non finisce quando si smette di giocare. Magari all'inizio si è un po' tristi ma poi ci sono tante cose da fare. Non so cosa farà nel calcio ma conosco Andrea, è una persona intelligente e potrà fare sia l'allenatore sia il dirigente. Che stia tranquillo perché se ho smesso io che amavo così tanto il mio lavoro e mi diverto moltissimo a fare quello che faccio adesso, lo potrà fare anche lui perché ha grande voglia di fare: non avrà problemi".

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