Pirlo come Allegri e Sarri: Cuadrado è un intoccabile

Andrea Distaso
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A destra, a sinistra, da difensore ad attaccante e persino esterno tutta fascia: dove lo metti, sta. E lo fa anche con grande qualità. Parliamo di Juan Cuadrado, che ha impiegato poche partite per diventare uno dei simboli della nuova Juve di Andrea Pirlo. Duttile, cangiante, certamente ancora alla ricerca di un'identità di squadra definita, ma con alcuni concetti già piuttosto chiari. Per esempio l'importanza strategica dei due laterali di centrocampo, tra i quali spicca il colombiano di Necoclì.

GIOCA SEMPRE - Al sesto anno di Juve, non si scopre certo oggi l'importanza dell'ex di Fiorentina e Chelsea, che, al netto dei tanti interventi sul mercato del club nel settore da lui occupato, ha finito sistematicamente per ritagliarsi uno spazio considerevole con ogni allenatore. Intelligenza tattica e capacità di reinventarsi in più posizioni sul campo hanno finito per convincere prima Allegri e Sarri e oggi Pirlo a inserirlo quasi regolarmente tra i titolari e a farne un punto fisso delle proprie squadre. Se a questo si aggiunge un'esperienza ormai consolidata nel tempo e il fatto di essere uno degli esponenti di quella vecchia guardia chiamata i guidare i nuovi giovani innesti in rosa, si comprende il perché Cuadrado ci sia sempre.

PADRONE DELLA FASCIA - L'assist a Kiev per il gol che ha messo definitivamente in ghiaccio la parte di Morata è soltanto un orpello a una prestazione di sostanza e la conferma dell'affidabilità e delle qualità del calciatore sudamericano. Che, per esigenze dell'allenatore, contro la Roma si è pure prestato ad occupare il ruolo di "quarto" mancino, una soluzione in più e da tenere in considerazione pure quando rientrerà Alex Sandro. Lui, col brasiliano, Chiesa e Bernardeschi a comporre la batteria degli esterni con cui Pirlo proverà a far spiccare il volo alla sua Juve. A destra o a sinistra, poco cambia: il padrone della fascia è sempre Cuadrado.