Pirlo e Gattuso, amici allo specchio in Juve-Napoli: il destino sarà lo stesso?

Matteo Baldini
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"Le cose che abbiamo in comune sono 4850" cantava Daniele Silvestri diversi anni fa e non è un mistero che i tratti affini aiutino a porre le basi per un rapporto solido: di certo Andrea Pirlo e Gennaro Gattuso estremizzano il concetto tramite il pallone. La sfida di andata tra Juventus e Napoli, che in questi tempi particolari si disputa dopo la sfida di ritorno, vede bianconeri e partenopei appaiati in classifica a 56 punti, a braccetto in piena corsa Champions League.

Pirlo e Gattuso in rossonero | PATRICK HERTZOG/Getty Images
Pirlo e Gattuso in rossonero | PATRICK HERTZOG/Getty Images

Una corsa a cui i bianconeri stanno partecipando con qualche affanno, considerando un solo punto ottenuto tra Benevento e derby col Torino, con dall'altra parte un Napoli che invece arriva da sei risultati utili e da quattro vittorie consecutive, con successi di lusso in trasferta su Roma e Milan. Bianconeri e azzurri si trovano a metà strada dunque, scendendo i primi e salendo i secondi, e l'incontro non può essere un incrocio qualunque per i due allenatori, amici prima ancora che colleghi. Gattuso in prima persona si è esposto direttamente sul rapporto con Pirlo, fondamentale sia a livello personale che nella crescita dei due, come calciatori prima e come tecnici poi. E non si tratta di esternazioni nate a posteriori, parole posticce buttate lì per forma, ma di attestati che (fin dal '98 e dalla prima esperienza in azzurro) ricorrono a cadenza regolare: come al momento dell'addio di Pirlo al Milan, con Gattuso che sapeva già quanto ne avrebbe sentito la mancanza e che sottolineava quando l'idea di Pirlo come schivo, riservato e serioso fosse campata in aria, una mera impressione superficiale.

Insieme in azzurro | JOE KLAMAR/Getty Images
Insieme in azzurro | JOE KLAMAR/Getty Images

L'immagine composta e seriosa di Pirlo si sgretola proprio grazie al racconto di Gattuso e degli scherzi fatti dall'uno all'altro oppure insieme, in Nazionale come nel Milan. Logico dunque che, nei saluti di rito prima dello scontro di oggi, la forma sarà poca e tanti saranno i ricordi, gli aneddoti condivisi, i pezzi di vita. Insieme agli stessi punti e all'amicizia, però, i tratti in comune percorrono anche strade meno liete: un epilogo che, ad esempio, sembra turbare l'orizzonte di entrambi. La prospettiva che le panchine di Juve e Napoli siano occupate da proprietari diversi, nella prossima stagione, appare concreta e, in entrambi i casi, ciò avviene nonostante le squadre debbano ancora conquistare gli obiettivi residui. Pirlo e Gattuso dunque, come guardandosi allo specchio, rischierebbero un addio condito da qualificazione Champions.

Pirlo e CR7 | MARCO BERTORELLO/Getty Images
Pirlo e CR7 | MARCO BERTORELLO/Getty Images

Da un lato c'è chi ha saputo diventare un "uomo Juve", che del resto non ha fatto esperienza altrove in panchina, vittima potenziale dei risultati e di un'ambizione innata nei colori bianconeri, tanto da rendere la qualificazione in Champions un semplice premio di consolazione; dall'altro lato c'è chi sta ottenendo risultati in linea con le attese, Gattuso, ormai indirizzato altrove a causa di un rapporto con De Laurentiis già segnato da tempo e non più idilliaco. Lo scontro diretto, pensando al futuro, avrà però un peso specifico diverso per i due amici-rivali: la squadra di Gattuso arriva rinfrancata da risultati importanti, forte di un gran potenziale offensivo, e il destino del tecnico (lontano da Napoli) non sarà comunque legato a quanto accadrà oggi. Nel caso di Pirlo, invece, una sconfitta contro il Napoli potrebbe avvicinare un epilogo infelice per la sua prima esperienza da tecnico, tracciando un punto di non ritorno per il suo desiderio di rimanere il faro del nuovo corso bianconero.

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