Pjaca, luci e ombre anche al Genoa: per la Juve è di nuovo un problema

Marco Tripodi
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Qualche lampo, tante ombre. La carriera di Marko Pjaca, ex grande promessa del calcio mondiale mai effettivamente realizzatasi, continua a svilupparsi lungo quell'ipoteco filo rosso che l'ha contraddistinta fin dai primi anni di professionismo.

BABY BOOM - Apparso sulle cronache internazionali a metà del decennio scorso, quando la Juventus lo strappò a suon di milioni (ben 23) alla concorrenza dei maggiori club europei, Milan in primis, a cinque anni dal suo passaggio in bianconero il trequartista di Zagabria non è ancora riuscito a giustificare l'importante cifra investita su di lui. Complice un fisico di una fragilità inversamente proporzionale alla classe che possiede, Marko ha ribadito solo a sprazzi le stupende cose fatte vedere da adolescente con la Dinamo e con la nazionale croata. Il ginocchio di cristallo, andato in frantumi due volte, ne ha condizionato la crescita agonistica, trasformando in mezze delusioni le avventure temporanee con Schalke, Fiorentina e Anderlecht.

GENOVA AMARA - L'ultima peregrinazione di Pjaca l'ha portato a Genova, sponda rossoblù. Ma anche con il club più antico d'Italia l'ormai ex enfant prodige ha confermato tutte le contraddizioni di cui sembra essere suo malgrado portatore. A lampi di classe abbaglianti, sottolineati dai tre gol e dall'assist messi a referto finora con i rossoblù, sono stati troppo spesso alternati momenti di pausa inspiegabili. Massimi comuni denominatori di quanto già fatto vedere nelle stagioni precedenti con altri colori addosso. E dire che questa volta l'infermeria l'ha vista davvero poco. Almeno rispetto ai suoi standard abituali. Appena tre le gare saltate per infortunio, di cui la prima a causa del coronavirus. Ma solo in due occasioni la sua partita è durata dal primo all'ultimo minuto di gioco. Segno che le aspettative riposte su di lui dal Genoa (e anche dalla Juve) non possono certo dirsi del tutto rispettate.

CROAZIA ADDIO - Nel frattempo Marko ha perso anche la maglia a cui tiene di più, quella a scacchi bianchi e rossi della nazionale. Dopo la storica medaglia d'argento mondiale appuntatasi sul petto sotto il cielo di Mosca il 15 luglio 2018, per Pjaca la Nogometna Reprezentacija è diventata un miraggio. L'ultima chiamata per lui arrivò quattro mesi dopo la sfortunata notte moscovita, quando giocò un misero minuto nelle due sfide di Nations League con Spagna e Inghilterra. Da allora Zlatko Dalic sembra aver cancellato dalla rubrica il numero del suo telefono.

FUTURO - E ora che anche l'ennesima stagione in prestito sta per terminare, all'alba della piena maturazione calcistica Pjaca si chiede che ne sarà di lui. L'accordo tra Juve e Genoa prevede il rientro alla base bianconera, senza alcuna clausola di riscatto da parte dei rossoblù. Alla Vecchia Signora il croato è legato da un contratto fino al giugno 2023 da 1,5 milioni di euro netti all'anno ma il suo valore di mercato è di poco più alto. Difficile trovargli uno spazio nella prossima Juventus, qualunque volto essa abbia, impensabile scovare qualcuno disposto a garantirgli uno stipendio simile. Per Marko il futuro appare quindi molto simile al recente passato: andare in prestito e sperare, per una volta, di riuscire finalmente ad esaudire quella promessa mai mantenuta fino ad oggi.