Pjanic: 'Amo la Juve e ho fatto di tutto per tornare, consiglio di restare a Dybala ma...'

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Miralem Pjanic si racconta tra campo e mercato. Il centrocampista bosniaco ex Juventus e Roma ha dichiarato in un'intervista a Tuttosport: "Il Besiktas mi ha voluto fortemente negli ultimi giorni di mercato e io non potevo restare a Barcellona con Koeman, avrei perso un altro anno e non mi andava perché ho voglia di giocare. Koeman ha avuto un atteggiamento con me che nessuno ha capito, neppure Messi. Leo, lo scorso anno, mi ha detto più volte: 'Ma perché non ti fa giocare? È successo qualcosa?'. Il Besiktas è campione di Turchia, è in Champions e... ha la maglia bianconera. Mi hanno accolto alla grande, sarà un'altra bella sfida".

"Con la Juve ci sono stati dei contatti e degli appuntamenti con il mio agente, ma il mercato non è mai facile. Mi sarebbe piaciuto tornare e avrei fatto di tutto per ritrovare Allegri, una garanzia: nessuno è meglio di lui in queste situazioni. Max fa sentire tutti i giocatori importanti e una possibilità non la nega a nessuno. Lui mentalmente parte in vantaggio, non cerca scuse o alibi, e così la squadra si sente più forte. Lo considero il numero uno, è un allenatore che ti parla in faccia nel bene e nel male. Mi chiamava 'mangiadormi' davanti alla squadra: quante risate... Amo la Juventus, sono legato ai tifosi e ho un ottimo feeling con il presidente Agnelli. Però nel calcio bisogna guardare avanti e, siccome prima di tutto sono un professionista, adesso voglio togliermi delle belle soddisfazioni con il Besiktas".

"Dybala ha un grosso peso sulle spalle, ma è già un campione. Io ho avuto la fortuna di giocare con Ronaldo e Messi. Cristiano e Leo sono due extraterrestri, però è Paulo quello con cui mi sono divertito di più: era tanto bello quanto semplice trovarlo tra le linee e se gli chiedi l'uno-due sai che con lui la palla torna perfetta. Dybala è un top, ma come tutti ha bisogno della squadra. Gli consiglierei di restare alla Juve, dove lo amano. Ma queste sono scelte personali, difficili da giudicare dall'esterno, perché a volte uno avverte il bisogno di stimoli e sfide nuove".

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