Juve, Pogba choc: indagati il fratello e gli amici d'infanzia per estorsione. Incappucciati e con fucili, chiesti 13 mln di euro: minacce alla Continassa

Il caso Pogba assume contorni sempre più inquietanti: dopo le rivelazioni di oggi, emergono altri particolari. La polizia francese infatti a inizio agosto ha aperto un'indagine per "tentativo di estorsione da parte di una banda organizzata" nei confronti del centrocampista della Juve: il campione del mondo 2018 afferma di essere stato vittima di minacce e tentate estorsioni da parte del fratello maggiore e degli amici d'infanzia, come rivelato da Franceinfo. Durante varie udienze, il centrocampista bianconero ha confidato agli investigatori dell'Ufficio centrale per la lotta alla criminalità organizzata di essere stato intrappolato, in particolare da amici d'infanzia e due uomini incappucciati armati di fucili d'assalto. La banda gli avrebbe chiesto 13 milioni di euro, cercando di intimidirlo più volte, anche nel centro di allenamento della Continassa, dove avrebbe riconosciuto il fratello Mathias.

LA VISITA A CASA - Tutto questo dopo che il 25 e 29 marzo, quando la nazionale francese ha ospitato la Costa d'Avorio e il Sudafrica in un'amichevole, Paul Pogba ha colto l'occasione per visitare la sua famiglia a Lagny-sur-Marne: gli amici lo hanno poi trascinato in un appartamento a Parigi, dove lo hanno incolpato di non aiutarli finanziariamente da quando è diventato un giocatore professionista, derubandolo inoltre di 300mila euro da una carta di credito presa in prestito. Rivelazioni sconvolgenti.

LE PAROLE DEL FRATELLO - Mathias Pogba, dopo un video in cui annunciava "una bomba mediatica" contro suo fratello Paul, nel pomeriggio aveva deciso di dare poi ulteriori chiarimenti sullo scontro in corso all'interno della famiglia del centrocampista della Juve. Dopo presunte rivelazioni su Pogba e l'agente Rafaela Pimenta, Mathias ha tirato in ballo anche un cugino: "Ciao a tutti, buona domenica. Un solo tweet fa tanto clamore, wow, ieri avevo voglia di esprimermi ma vedo che non sono l'unico... Capisco che abbiate delle domande, inoltre vedo che mio fratello ha risposto tramite i suoi avvocati per darsi credibilità. Spero che non vi lasciate ingannare dal tentativo di manipolare i media e le autorità. Quando sei famoso il mondo è con te, le autorità ascoltano con più attenzione. Ma questo non vi pone al di sopra della legge, la polizia non è un vostro tirapiedi! Ah, e poco tempo fa mio fratello ha dichiarato alla polizia italiana di non conoscere il nostro cugino diretto, con cui siamo cresciuti, che gli aveva fatto una banale visita e che non gli ha fatto nulla, come può testimoniare la famiglia. Ora c'è una denuncia per disturbo di persona contro un cugino innocente...".

ANCORA SUL CUGINO - "Alcune persone sembrano non capire perché sto parlando della storia di mio cugino. Qualcuno che non è onesto con la polizia senza motivo, sarà onesto con te, anche se parla attraverso i suoi avvocati? Altrimenti per il resto, pazienza, succede...".