Pogba: 'Juve scelta di cuore. Allegri è la persona giusta al momento giusto. Ho chiesto a Dybala di restare' VIDEO

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Paul Pogba è tornato. Il centrocampista è pronto per la sua seconda avventura alla Juventus e oggi si presenta ufficialmente in conferenza stampa: le sue dichiarazioni su Calciomercato.com.

TORNARE IN BIANCONERO DOPO 6 ANNI - "Sono molto contento di tornare qua, a casa. Perché qua mi sento veramente a casa. Avete visto la gente, come mi ha ricevuto, era più che un sogno per me. Quindi sono molto, molto contento di tornare qua".

QUANTE VOLTE NEGLI ANNI HA PENSATO DI TORNARE E PERCHE' ORA E' IL MOMENTO GIUSTO - "E' sempre dura. Ero a Manchester e quando vedevo i tifosi della Juve che mi scrivevano faceva sempre piacere, ma ero concentrato per fare bene lì. Quest'anno, con un solo anno di contratto, ho pensato tanto di tornare e l'ho fatto. Sono già contento per questo e anche i tifosi lo sono".

PRESSIONE - "Cosa vuol dire? Scherzo (ride, ndr). Non c'è pressione. Ho fatto anni bellissimi alla Juve, poi sono andato via e ora sono tornato. Ho fiducia in me stesso per fare bene alla Juve".

ALLEGRI - "E' vero che già quando ero al Manchester United parlavo sempre con lui perché è stato mio allenatore, ho sempre avuto un ottimo rapporto con lui. Quest'anno ho parlato con lui prima di venire. Lui è qua, ho avuto tanti anni belli con lui e tornare qua con Allegri era il momento giusto con la persona giusta".

MAI PENTITO DELL'ADDIO ALLA JUVE? - "No, mai. Io credo al destino, sono contento di tutte le scelte che ho fatto. La vita è così, a volte fai scelte che non vanno come vuoi, ma sono contento di questi anni a Manchester. Sono cresciuto, ho imparato e sono diventato uomo. Che ho sbagliato no, sono contento. Non si sa mai, se avessi vinto forse penseremmo diversamente. Ho avuto questo, sono contento oggi alla Juve".

IL MOMENTO IN CUI HA DECISO DI TORNARE - "Non ho la giornata giusta, però è vero che già parlavo un po' con Allegri. C'erano altre squadre, ma quando ho scelto la Juve è stato un momento in cui il mio cuore mi ha detto: 'La Juve è la destinazione'. Quando ho sentito corpo e mente che volevo andare alla Juve non sono tornato indietro e sono andato avanti".

COSA HA LASCIATO QUANDO HA LASCIATO LA JUVE - "Voi giornalisti (ride, ndr). Mi è dispiaciuto lasciare i tifosi, mi mancavano. Qui sentivo che erano dietro di me e la squadra. Non che a Manchester non ci fossero, ma quando parlavo con Evra dicevo che i tifosi qui in Italia sono diversi".

COSA PUO' DARE RISPETTO A PRIMA - "Ho più esperienza, conosco il mio corpo. Non sono più giovane. Poi è una squadra diversa. Io penso che ho imparato tanto al Manchester United, a tutti i livelli. Ora penso che posso anche aiutare i più giovani. Il livello tecnico del calcio non è cambiato, posso aiutare la squadra come ho fatto prima".

JUVE SEMPRE PRIMA SCELTA? - "E' vero che c'erano altre squadra, ma come ho detto prima è il mio cuore che ha scelto la Juve. Stavo bene qua prima, sto bene adesso e voglio fare bene qua. Non posso aspettare il momento di iniziare e aiutare la squadra, spero anche di fare bene sul campo, meglio di quanto ho fatto prima".

LA NUOVA JUVE - "Ho sentito già l'amore di tutti nel tornare qua. So che l'anno scorso era diverso, la Juve non ha vinto e neanche io ho vinto. Abbiamo obiettivi simili. Quest'anno è molto importante per me e per la Juve per fare meglio dell'anno passato: speriamo di vincere".

COSA NON HA FUNZIONATO A MANCHESTER - "Già giocare, il mio ruolo. Quando cambi squadra e cambi allenatore ogni anno è dura. Questo è già difficile. Poi è vero che ero infortunato un po' e questo forse era una cosa mentale di giocare o non giocare, non avere il ritmo che avevo prima quando giocavo 90' ogni partita. Erano un po' di cose, allenatore, squadre, posizione... Penso che queste cose mi hanno un po' bloccato, adesso che sono partito è un altro Paul, un altro Pogba. Speriamo che questi infortuni non li troverò più qua: stare bene fisicamente, giocare nel mio ruolo e fare meglio che negli ultimi anni".

CHE POGBA BISOGNA ASPETTARSI? - "Un Pogba che vuole vincere come prima. Non mi piace perdere e la Juve è così. Sono un uomo, sono un papà e dopo gli allenamenti bisogna riposare, mangiare la pasta e giocare con i bambini. Sono sempre lo stesso con gli stessi obiettivi, solo che adesso torno con una famiglia. Però Pogba è sempre lo stesso, ha lo stesso numero. E voglio sempre vincere, ho fame".

QUANTO POGBA E' MANCATO ALLA JUVE? - "Non so, non posso dirlo. Quello che posso dire è che io voglio aiutare la squadra a tornare a vincere con le mie qualità, con la mentalità di fare sempre meglio di prima. Dare tutto sul campo per i miei compagni, per la società e per me stesso".

DI MARIA - "Sappiamo tutti che è un giocatore di classe mondiale, può aiutare la squadra. Ha esperienza, ha vinto e già nei primi giorni che l'ho visto si vede che è un campione. Penso che abbiamo bisogno tutti di questo. Ha fame, vuole vincere, siamo tutti sullo stesso piano".

DYBALA - "Non abbiamo parlato della 10. Abbiamo parlato, eravamo insieme in vacanza, abbiamo fatto preparazione ed è un buon amico. Ma non abbiamo parlato del numero. Gli ho solo detto: 'Forse si torna alla Juve: non vuoi restare un altro po' e giocare insieme?'".

A CHE LIVELLO PUO' ARRIVARE LA JUVE - "Dobbiamo crescere. Gli ultimi due anni a livello europeo avevano tutti il sogno di vincere la Champions. Penso che non sia l'obiettivo di quest'anno, è un sogno per tutti noi, ma il primo obiettivo è vincere lo scudetto dopo non aver vinto l'anno scorso. Questa fame di vincere è sicura. Poi a livello europeo andare a prendere la coppa è un sogno per tutti".

I GIOVANI DELLA JUVE - "Guardavo sempre la Juve giocare, qua c'è talento anche giovane. Però quando sei pronto per giocare qui alla Juve si gioca. Penso che possiamo fare grandi cose, deve esserci quella mentalità: avere più fame degli altri, pensare di poter fare grandi cose".

SFIDA A BASKET CON ALLEGRI - "Quando sono arrivato gli ho detto che ero giovane e avevo rispetto per i vecchi. Quest'anno sono tornato e non scherzo più (ride, ndr)".

POSIZIONE IN CAMPO - "Non avevo parlato tanto della posizione, ma so che qui si gioca di più a tre. O a sinistra o a destra, è lì che mi sento meglio. Posso giocare davanti alla difesa, ma già giocare ed essere sul campo mi rende già contento".

CHE JUVE RITROVA - "La Juve per me, anche quando ero in Inghilterra, era il club numero uno in Italia. E lo è ancora. Poi è strano non vederla vincere. Forse altre squadre sono diventate più forti ma è il livello della Serie A. Non è che perché abbiamo vinto tanto prima dobbiamo vincere altre venti volte. Non è mai facile vincere uno scudetto, mai stato. La Juve è sempre la Juve, siamo qui per essere primi e vogliamo tornare a vincere ed essere primi. Esattamente dove apparteniamo".

ITALIA FUORI DAL MONDIALE - "E' stata una sorpresa per tutti, ma il calcio è così. Mai avrei pensato che l'Italia non facesse il Mondiale dopo aver vinto gli Europei, ma non cambia nulla: è sempre una grande squadra".

PARLATO CON RABIOT E ALTRI FRANCESI - "In realtà ho parlato non molto con loro ma con l'allenatore. Avevo club interessati e volevo sapere che ne pensava. Erano discussioni private. Gli ho detto chiaramente che pensavo di tornare alla Juve e lui mi ha detto: 'Se non hai nulla di cui pentirti, torna'. Ho parlato più con lui, non volevo disturbare i compagni".

COME HA RITROVATO ALLEGRI E COME LO HA CONVINTO A TORNARE - "Quando ho parlato con il mister è stato molto veloce. Mi ha detto che voleva che tornassi qua, dopo sei anni. Conosco la società e la cultura della Juve, come ho detto prima dall'altra parte il mio cuore mi diceva di tornare qua, quindi solo con queste parole del mister avevo già fatto la scelta, subito volevo tornare qua".

QUANDO SI RITERRA' SODDISFATTO DEL RITORNO ALLA JUVE - "Sicuro vincere un campionato, non ho vinto la Premier League e non ho vinto trofei negli ultimi due anni con il Manchester United. Quindi avere un trofeo tra le mani è il primo obiettivo".

ZIDANE - "Non ho parlato con lui".

MOURINHO - "Lo sapevo (ride, ndr). Già giocheremo contro la Roma che è una grande squadra in Italia, non ho pensato a Mourinho. Mi auguro solo di vincere tutte le partite, sarei felicissimo. Vincere contro Mourinho, Inzaghi o chi altro, non cambia per me. Voglio solo vincere".

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