Prema, Rosin: "Che sorpresa vincere il titolo in modo così netto"

Marco Di Marco
motorsport.com

Una stagione letteralmente dominata. Non c’è altro modo per descrivere quanto fatto dal team Prema in Formula 3. La scuderia italiana, vero e proprio punto di riferimento quando la categoria era continentale, non è sembrata aver patito il passaggio alla nuova serie ed è riuscita ad aggiudicarsi il titolo riservato ai team con 4 gare di anticipo.

La squadra diretta da René Rosin ha deciso di festeggiare il risultato strepitoso durante il weekend di Monza, e proprio sul tracciato di Monza la Prema ha potuto festeggiare una grande doppietta in Gara 1 grazie a Shwartzman e Daruvala (sarebbe stata una tripletta ma Armstrong è stato penalizzato ndr.).

Proprio a Monza Motorsport.com ha incontrato René Rosin per tracciare un bilancio di questa incredibile stagione in F3, parlare di mercato piloti e confrontarsi sui miglioramenti che si potrebbero applicare alla categoria.

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Il team Prema ha vinto il titolo riservato ai team con due round di anticipo. Ti aspettavi di dominare la stagione in questo modo?
“Assolutamente no. Sapevamo di avere un buon potenziale e di avere degli ottimi piloti che potevano vantare una precedente esperienza in Formula 3. Abbiamo un gruppo di lavoro affiatato proveniente dalla F3 Europea ed a questo abbiamo aggiunto un direttore tecnico con maggiore esperienza del mondo F2 e GP3. Sapevamo di avere un buon potenziale, ma non ci aspettavamo di vincere in modo così netto. La competizione è stata dura. E’ stato fatto un gran lavoro già dai primi test invernali ed il titolo è il risultato”.

Tra la Prema e la Formula 3 sembra esserci un legame solido fatto di successi. Eppure quest’anno per il tuo team le incognite erano molte visto che la vettura era praticamente sconosciuta.
“Non vorrei focalizzare l’attenzione sul rapporto Prema – F3. Noi in questo momento stiamo lavorando in una determinata maniera che ci ha portato risultati in tutti i campionati che stiamo disputando. Lo scorso anno abbiamo lottato per le prime posizioni in F2 con Nyck de Vries, l’anno precedente abbiamo vinto il titolo con Leclerc e nel 2016 con Gasly. Penso si sia creato un metodo di lavoro che sta portando grandi risultati, ed il merito è anche dei nostri ottimi piloti”.

Tra Armstrong, Shwartzman e Daruvala chi ti ha sorpreso maggiormente quest’anno?
“Ognuno mi ha sorpreso in positivo per vari aspetti. Non c’è un pilota che mi abbia colpito più di un altro. I risultati che abbiamo ottenuto sono il frutto del duro lavoro che i tre piloti hanno svolto con i loro ingegneri e questo deve essere sottolineato come elemento fondamentale nei successi di questa stagione”.

Hai già in mente alcuni nomi per la line up del prossimo anno?
“Si sta cominciando a parlare. Prima però vogliamo concentrarci nel chiudere un campionato piloti che è ancora matematicamente aperto. Sicuramente stiamo valutando i piloti del nostro vivaio interno, è normale, ma ci stiamo anche guardando intorno. Non dobbiamo limitare la nostra scelta soltanto sui piloti che già fanno parte del nostro team. Dobbiamo trovare il miglior compromesso di squadra per l’anno prossimo”.

Nella sessione di qualifiche del venerdì si è assistito ad un caos totale e quasi tutti i piloti sono stati penalizzati dalla direzione gara. Che idea ti sei fatto di questo episodio?
“Non voglio giudicare il lavoro dei commissari, hanno trascorso delle ore difficili. Si può essere d’accordo con loro o meno, ormai non cambia nulla. Interrompere la sessione con bandiera rossa è stata una decisione giusta. E’ stato inviato un messaggio importante ai piloti per fargli capire che non potevano fare quello che volevano. Vedremo a Sochi cosa verrà detto nel briefing, ma sono sicuro che comportamenti simili non si ripeteranno”.

Il campionato di quest’anno ha visto la presenza in calendario di soli 8 appuntamenti. Facendo il paragone con la F3 Europea si è girato molto meno. Pensi che si debba intervenire per aumentare le gare in calendario il prossimo anno?
“E’ vero che noi venivamo da una esperienza di F3 Europea dove si correvano più gare, però la GP3 in passato ne ha sempre disputate 8. E’ la filosofia di organizzazione di questo campionato. Quando si affronta un discorso simile dobbiamo guardare sia al budget che al mercato. Aumentare il numero di gare vuole dire aumentare il budget necessario ed avere di conseguenza meno piloti a disposizione. Bisogna mantenere il corretto equilibrio. Sicuramente il promotore, insieme con la FIA, prenderà le decisioni future in maniera accurata”.

Robert Shwartzman, PREMA Racing e Logan Sargeant, Carlin Buzz Racing

Robert Shwartzman, PREMA Racing e Logan Sargeant, Carlin Buzz Racing <span class="copyright">Joe Portlock / LAT Images</span>
Robert Shwartzman, PREMA Racing e Logan Sargeant, Carlin Buzz Racing Joe Portlock / LAT Images

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Robert Shwartzman, PREMA Racing

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Jehan Daruvala, PREMA Racing

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Robert Shwartzman, PREMA Racing

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Marcus Armstrong, PREMA Racing

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Marcus Armstrong, PREMA Racing Joe Portlock / LAT Images

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Marcus Armstrong, PREMA Racing

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Jehan Daruvala, PREMA Racing

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Robert Shwartzman, PREMA Racing

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Marcus Armstrong, PREMA Racing

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Marcus Armstrong, PREMA Racing

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Jehan Daruvala, PREMA Racing

Jehan Daruvala, PREMA Racing <span class="copyright">Gareth Harford / LAT Images</span>
Jehan Daruvala, PREMA Racing Gareth Harford / LAT Images

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Marcus Armstrong, PREMA Racing

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Marcus Armstrong, PREMA Racing Gareth Harford / LAT Images

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