Premier League, Barton nel vortice calcioscommesse: squalificato 18 mesi

Joey Barton squalificato per aver piazzato 1260 scommesse, il giocatore del Burnley: "Ho scommesso sulla sconfitta della mia squadra".

Joey Barton non è sicuramente il calciatore modello: il centrocampista del Burnley ha costellato la sua carriera di molti episodi sopra le righe, alcuni anche simpatici, dentro e fuori dal campo. Il 'vulcanico' giocatore è però finito nel vortice del calcioscommesse ed è stato squalificato dalla FA per ben 18 mesi.

Questo il comunicato che lo condanna al lungo stop: "Joey Barton è stato squalificato dal calcio e da tutte le attività calcistiche per 18 mesi con effetto immediato per cattiva condotta in relazione alle scommesse. Tra il 26 marzo 2006 ed il 13 maggio 2016 ha effettuato 1260 scommesse sulle partite di calcio, violando così la regola E8 della FA. In seguito all'udienza della Commissione, il centrocampista del Burnley è stato anche sanzionato con 30 mila sterline di multa".

Immediata la reazione del diretto interessato, che annuncia il suo ritiro dal calcio giocato attraverso un comunicato ufficiale sul proprio sito: "Sono molto deluso per la durezza della sanzione. La decisione mi costringe ad un ritiro anticipato dal gioco del calcio. Ammetto di aver violato le regole che disciplinano i giocatori professionisti, ma sento che la pena è più pesante di altre assegnate a giocatori meno controversi".

Secondo Barton la pena è eccessiva se paragonata ad alcuni precedenti: "Una squalifica di 18 mesi è molto più lunga rispetto alle sanzioni date ad altri giocatori che hanno scommesso sulla sconfitta della loro squadra e, a differenza di me, hanno avuto modo di influenzarne il risultato. Sento che la pena è eccessiva in questo contesto".

Il centrocampista svela di aver già avuto problemi a riguardo in passato: "Ho combattuto la dipendenza dal gioco d'azzardo e ho fornito alla FA una realazione medica sul mio problema. Sono deluso che non sia stata presa in considerazione. Penso che se la FA fosse veramente seria nell'affrontare questo problema, dovrebbe guardare prima di tutto alla propria dipendenza dalle società, dal loro ruolo nel calcio e dalle trasmissioni sportive, piuttosto che incolpare i giocatori che fanno una scommessa".

Barton tira in ballo anche altri professionisti del mondo del calcio: "Non sono il solo ad avere problemi con il gioco d'azzardo nel calcio. Sono cresciuto in un ambiente dove le scommesse erano e sono ancora parte delle cultura. A me piace competere, amo vincere, sono anche dipendente da questo. Ma un ambiente bombardato da marketing, pubblicità e sponsorizzazione intrecciati agli interessi delle emittenti televisive non è sicuramente un ambiente facile per chi vuole smettere di giocare. E' come chiedere ad un alcolista di recuperare in una pub o una birreria. Ogni volta che sollevo una maglia da gioco sto sponsorizzando una società di scommesse".

Il giocatore ripercorre le proprie scommesse con interessanti rivelazioni: "Dal 2004 ho messo più di 15 mila scommesse su tutta una serie di sport. Poco più di 1200 sul calcio, la scommessa media era di 150 sterline, molte erano fatte anche con poche sterline. Mi piace guardare lo sport e prevedere il risultato. Non ho mai scommesso grandi cifre perchè odio perdere più di quello che vinco. Tra il 2004 ed il 2011 ho scommesso anche sulla sconfitta della mia squadra. Ammetto che questo è in contrasto con le regole, ma in queste poche occasioni io non giocavo e non ero nemmeno in panchina. Non potevo influenzare il risultato finale. L'ultima di queste scommesse contro la mia squadra risale a sei anni fa, quando stavo attraversando un periodo delicato e quando la FA non era ancora così rigida in queste cose".

Barton torna sulla mano pesante utilizzata a suo dire contro di lui: "I giocatori che hanno scommesso in partite in cui non sono scesi in campo sono stati squalificati massimo per 6 mesi. Voglio comunque ringraziare il Burnley per la loro comprensione ed i tifosi per il loro sostegno. Dopo aver consultato i miei avvocati, ho deciso di fare ricorso. Spero che mi sia concessa un'audizione equa, restando fiducioso sul fatto che la pena verrà ridotta"

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