Premio Bearzot a Paolo Rossi, la moglie: "Avrebbe pianto"

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La X Edizione del Premio Nazionale ‘Enzo Bearzot’, organizzato dall’US Acli in collaborazione con la Figc, è stata assegnata oggi alla memoria di Paolo Rossi, scomparso il 9 dicembre scorso all’età di 64 anni. A consegnare il premio alla moglie, Federica Cappelletti, è stato il Presidente dell’Unione Sportiva Acli Damiano Lembo, giunto appositamente a Borgo Poggio Cennina, dove ‘Pablito’ viveva con Federica e le loro due figlie, Maria Vittoria e Sofia Elena.

"Sono molto onorata di questo premio - le parole commosse di Cappelletti - so che Paolo sarebbe stato davvero felice di riceverlo. Ringrazio la figlia di Bearzot e il presidente dell’US Acli Damiano Lembo. Interpreto la consegna di questo premio: se ci fosse stato ancora Paolo avrebbe pianto per questo premio, ne sono sicura”. L’occasione è stata duplice, visto che domani cade il X anniversario dalla scomparsa di Enzo Bearzot, che con Paolo Rossi creò un connubio vincente che portò nel 1982 gli Azzurri a vincere il Campionato del Mondo in Spagna.

A causa del Covid la X edizione del prestigioso Premio non era andata in scena: “Era doveroso ringraziare un amico come Paolo - ha spiegato Damiano Lembo, ricordando la presenza di Rossi alla cerimonia di consegna al Salone d’Onore del Coni avvenuta lo scorso anno quando a vincere fu l’attuale Ct della Nazionale Roberto Mancini - Paolo era un recordman, ma allo stesso momento era ‘uno di noi’, come ho potuto leggere anche sui tanti cartelli qui a Poggio Cennina, era uno vicino al territorio. E il Premio ‘Bearzot’ nasce proprio per far incontrare lo sport di vertice con quello di base”.

La consegna del Premio alla memoria di Paolo Rossi è stata trasmessa in diretta tv su Rai 2 durante il programma 90° Minuto condotto dal Vice Direttore di Rai Sport Enrico Varriale e da Paola Ferrari, i quali hanno tenuto a ricordare i preziosi collegamenti con Rossi in qualità di opinionista e commentatore: “Paolo - ha concluso la moglie Federica - mi ha insegnato la forza e la dignità. Facevo io le punture di antidolorifici prima dei vostri collegamenti, so quanto soffriva ma voleva sconfiggere la malattia per poter tornare presto in tv. Riusciva ad essere se stesso e faceva sorridere sempre tutti”.