Preti pedofili, Papa Francesco abolisce il segreto pontificio

(AP Photo/Alessandra Tarantino, file)
(AP Photo/Alessandra Tarantino, file)

Papa Francesco ha eliminato il cosiddetto “segreto pontificio” sui casi di abusi sessuali da parte di chierici su minori. In sostanza, d'ora in poi, le denunce, i processi e le decisioni riguardanti i delitti in materia di pedofilia non saranno più coperti dal segreto pontificio.

È questo, infatti, quanto è previsto dall'articolo 1 della nuova istruzione “Sulla riservatezza delle cause” di Bergoglio nel quadro del Rescriptum ex audentia pubblicato il 17 dicembre.

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Da “segreto pontificio” a “segreto d’ufficio”

E tuttavia, questo non significa che tali delitti verranno resi pubblici necessariamente e sempre. Leggendo l'istruzione di Papa Francesco, infatti, si capisce che i delitti precedentemente soggetti al “segreto pontificio” fanno un passo indietro al “segreto d'ufficio” previsto a tutela della buona fama delle persone coinvolte.

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In ogni caso, come precisato dall'articolo 4, “il segreto d'ufficio non osta all'adempimento degli obblighi stabiliti in ogni luogo dalle leggi statali, compresi gli eventuali obblighi di segnalazione, nonché all'esecuzione delle richieste esecutive delle autorità giudiziarie civili”.

“A chi effettua la segnalazione, alla persona che afferma di essere stata offesa e ai testimoni”, dice infine l'articolo 5, “non può essere imposto alcun vincolo di silenzio riguardo ai fatti di causa”.

Come tradurre tutto questo in parole semplici? Ciò che cambia, con l'abolizione del segreto pontificio, è semplicemente il fatto che chi è a conoscenza di un abuso non sarà più obbligato a tacere, ma avrà la possibilità di fare denuncia.

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