Professor Ricciardi: è necessario un lockdown a Milano e Napoli

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coronavirus lockdown Milano e Napoli
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Per il professor Ricciardi, consulente ministero della Salute e ordinario d’Igiene all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, serve un lockdown a Milano e Napoli e nelle altre zone in cui è stato perso il controllo dei contagi da Coronavirus. Non è possibile attendere ancora. “Facciamolo subito e in due, tre settimane appiattiamo la curva, altrimenti sarà molto più complesso e ci vorrà più tempo”.

Ricciardi: “Subito lockdown mirati per Milano e Napoli”

Senza un’ azione immediata corriamo il rischio di prolungare i tempi per debellare il virus e di provocare gravi disagi ed emergenze negli ospedali. “Facciamolo subito e in due, tre settimane appiattiamo la curva, altrimenti sarà molto più complesso e ci vorrà più tempo”. Continua Walter Ricciardi nel suo intervento ad Agorà, su rai3: “Non bisogna aspettare fino a Natale. Oggi magari bastano due settimane, ma quando più si va avanti, poi non bastano più”.

Natale che “Dipende da quello che decidiamo in questo momento. Se prendiamo tempestivamente, adeguatamente e proporzionatamente le misure giuste avremo un Natale, non voglio dire normale, però quasi normale. Se temporeggeremo, vedremo nelle prossime settimane un aumento esponenziale dei casi, soprattutto in alcune aree del Paese, e poi dovremo prendere decisioni durissime più tardi, ma allora servirà molto più tempo“.

Coronavirus: la situazione è preoccupante

Per Ricciardi non dobbiamo quindi perdere tempo in quanto: “La situazione è preoccupante perché di fatto l’epidemia, soprattutto in alcune aree del Paese, ha cominciato a crescere in modo esponenziale e questo significa che oltre un certo punto il raddoppio dei casi si ha dopo ogni due o tre giorni. Quindi ti puoi trovare con 1000 casi all’inizio della settimana e alla fine delle due settimane successive con 3.000, 4.000 o 5.000 casi”. Servono misure atte a debellare il virus tempestivamente prima che sia troppo tardi onde evitare di pagarne conseguenze troppo care.

Il Coronavirus è un’epidemia che “si combatte con i comportamenti delle persone e con il tracciamento, ma quando vai oltre 10.000-11.000 casi e non riesci più a tracciare e allora devi contenere. In certe situazioni ormai il contagio è tale che deve essere fatto un lockdown, mirato ma deve essere fatto”.

Cornavirus, Riccardi: “comincerei a preoccuparmi per Roma”

Il professore Walter Ricciardi mentre ribadisce la necessità di contenere l’epidemia suggerisce quindi un lockdown a Napoli e Milano poiché le restrizioni del nuovo decreto “vanno bene rispetto al territorio nazionale, ma c’è la necessità d’integrare questi provvedimenti in alcune aree precise in cui la curva di crescita è esponenziale. Non parlerei di Lombardia, ma di Milano, non parlerei di Campania, ma di Napoli. E intanto comincerei a preoccuparmi per Roma“.

Interventi mirati in queste aree ad alto contagio, “rafforzando quelle che sono le decisioni del Governo, e purtroppo in questa fase, chiudendo alcune attività in maniera chirurgica”. Misure necessarie poiché “quando hai una città con migliaia di casi significa che sei alla vigilia di una pressione enorme sui sistemi sanitari e, nel momento in cui questi casi diventano clinici e vanno in ospedale, possono provocare quelle situazioni che abbiamo visto a marzo e vogliamo scongiurare”.

Demicheli: “Non riusciamo a tracciare tutti i contagi”

Conferma l’emergenza a cui far fronte in alcune città anche il direttore sanitario dell’Ats, Vittorio Demicheli: “Non riusciamo a tracciare tutti i contagi, a mettere noi attivamente in isolamento le persone. Chi sospetta di aver avuto un contatto a rischio o sintomi stia a casa. Quello che ci preoccupa è che non sappiamo esattamente in una grossa metropoli la velocità con cui il fenomeno si può verificare. Invitiamo le autorità a prendere delle decisioni un po’ più incisive, quando abbiamo chiuso le attività alle 18 nella curva epidemiologica c’è stata una frenata brusca”.

Demicheli conclude ricordando che in questo particolare momento, al fine di riuscire a sconfiggere l’epidemia, ognuno di noi dovrà fare dei sacrifici: “Quello che vediamo è che il contagio circola più velocemente nelle zone che sono state meno colpite la volta scorsa, quando è intervenuto il lockdown. L’invito ai cittadini è di fare ciascuno la propria parte. Ciascuno dovrà rinunciare a qualcosa, perché in questo momento la fase del contenimento purtroppo è inefficace”.