Psg, Leonardo contro tutti: “Zidane-Platini non corretti, bene Icardi”

Psg, Leonardo contro tutti: “Zidane-Platini non corretti, bene Icardi”
Psg, Leonardo contro tutti: “Zidane-Platini non corretti, bene Icardi”

Il Psg ha conquistato con due turni d’anticipo l’accesso agli ottavi di finale di Champions League, grazie al successo interno contro il Club Brugge per 1-0 con la rete di Mauro Icardi: nelle dichiarazioni post gara, il direttore sportivo Leonardo ha attaccato tutti difendendo il suo club chiamato a vincere anche in Europa dopo stagioni (a dir poco) fallimentari. Il primo commento riguarda proprio il futuro di Icardi, le cui prestazioni sembrano convincere la dirigenza ad esercitare il diritto dall’Inter: “Di gol ne deve segnare ancora prima di pensare al riscatto. E’ presto per parlarne ma mi piace che abbia detto di voler fare di tutto per convincerci. E si vede che sta facendo di tutto. Penso sia bello che un giocatore abbia un obiettivo. La strada è ancora lunga per tutti. Adesso è il momento di fare, poi vediamo che succede“.

Psg, Leonardo attacca Platini e Zidane

Non è mancato in contrattacco di Leonardo alle dichiarazioni di Michel Platini, il quale aveva accusato il club parigino per le eccessive presenze straniere sia in campo che dietro la scrivania: “Non è la prima volta che Platini ci critica. L’aveva fatto anche otto anni fa. Non voglio pensare al razzismo. Il calcio ormai è diventato internazionale, non si guarda al passaporto. Il Psg è un grande club che vuole vincere. Forse Platini è solo invidioso perché Mbappé è francese e uno dei migliori al mondo“.

Poi, per chiudere, arriva la critica alle parole da Zidane sulla volontà di Mbappe di vestire la maglia del Madrid, pronunciate nella conferenza stampa per Real-Galatasaray: “Mi dà un po’ fastidio che Zidane parli di un giocatore di un’altra squadra. Non è neppure la prima volta, ora basta. Con tutto il rispetto per Zidane, stiamo parlando di uno dei migliori al mondo che ha due anni e mezzo di contratto con noi. Certo poi tutti parlano, allenatori con giocatori e agenti, ma quando diventa una cosa pubblica non va bene. Altrimenti anche noi cominciamo a parlare e allora diventa un casino. Preferisco si porti rispetto per i club”.

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