Punti fermi, cessioni e obiettivi sul mercato: le mosse dell'Atalanta per tornare in Europa

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Tra poche settimane scopriremo la nuova Atalanta: chi la allenerà, chi giocherà, chi rinforzerà la panchina. In realtà, l’idea che sia in atto una rivoluzione, si sta a poco a poco spegnendo. La rifondazione di una squadra completamente rinnovata, fatto che sembrava inconfutabile il 22 maggio, all’indomani della condanna alla 'Berg-exit', appare molto lontana dalla realtà. La strategia di mercato sembra un’altra: vendere, ottenere plusvalenze per rinsaldare il bilancio, cercare giovani da dare in pasto a Gasperini perché crescano ed esplodano. Già, Gasperini: la prossima sarà la settimana decisiva. PUNTI FERMI - Altro che fine di un ciclo, mister Gasp è sempre più ancorato a Bergamo. Ha già intavolato due colloqui con i Percassi, pre e post tour americano con Pagliuca, per trovare una quadra che accontenti tutte le parti. Lui, amante delle rose corte, farebbe fuori almeno una decina di nerazzurri, acquisterebbe un esterno sinistro, un attaccante che sappia realizzare quel benedetto ultimo passaggio, un buon difensore, e sarebbe pure a posto così. Gli intoccabili non sono tanti dopo questa stagione tribolata, ma saranno loro il punto di partenza per tornare in Europa: i veterani della difesa Palomino, Toloi e Djimsiti, il giovane e fortissimo Scalvini, il treno Zappacosta, ‘le iene della mediana’ Freuler e de Roon, il ‘tuttocampista’ Koopmeiners (anche se dal Lipsia arrivassero 30 milioni) il goleador d’annata Mario Pasalic. Sintomatica della mancata rivoluzione la porta: lì dove c’era non una ma ben due ghiotte occasioni per cambiare proprietario al guantoni con Carnesecchi o Gollini, si è preferito ridare fiducia a Musso. CESSIONI - I primi 25 milioni quindi arriveranno dai portieri in esubero: 15 dalla Lazio, 10 dal Napoli o dal Torino, che però propendono per il prestito con diritto di riscatto. La società preferirebbe lo scambio con Kouamé dalla Fiorenitina, ma il rapper con i guanti non è dello stesso parere e dopo un anno di fermo (mai debuttato in Premier) smania per la Champions. Demiral, riscattato o meno (ma che rischio…) non rientra più tra i piani di Gasperini, che nelle ultime partite gli ha preferito perfino un de Roon arretrato: Juve o Premier, non giocherà a Bergamo. Anche Hateboer verrà ceduto, il club orobico è in attesa dell’offerta giusta, così come probabilmente Maehle, che continua a sfornare gol e prestazioni così brillanti in Danimarca che a Bergamo pare abbia portato il gemello. Pezzella tornerà al Parma senza riscatto, Mihaila dovrebbe seguirlo senza patemi, e anche Pessina è in bilico dopo una stagione sottotono. L’Atalanta cederà anche Miranchuk, che ha deluso le aspettative, al miglior offerente, ed è disposta a far cassa col tridente d’oro. Uno tra Zapata e Muriel può partire, il secondo è il più sacrificabile dopo il monitoraggio della Juve, ma lascerà Zingonia solo con un bonifico da 15 milioni. E poi c’è Ilicic, per lui l’Atalanta è come una famiglia, ma dopo quattro mesi di tunnel potrebbe preferire nuovi stimoli: Cremonese o Monza, i bergamaschi sono pronti a lasciarlo andare. OBIETTIVI - I sogni della wishlist hanno ruolo, nome e cognome ben definiti. Priorità all’attacco e alla fascia sinistra, ma va anche trovato in rinforzo in retroguardia al posto di Demiral. Per la difesa l'obiettivo è Vasquez, ma è tornato di moda anche Lucumì, e col Genk i rapporti sono ottimi. Sulla fascia solo Udogie può raccogliere l’eredità di Gosens, con Zortea e D’Alessandro che potrebbero tornare a Zingonia a completare il pacchetto esterni. In attacco, oltre al già citato Kouamé dei viola, piace Ceesay dello Zurigo: 18 gol in 29 partite fanno gola agli assistman Malinovskyi e Zapata, lo stesso effetto del parametro zero a Pagliuca e Percassi.

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