Qatar 2022, Le Monde: "Il coronamento del soft power dinastia Al Thani"

(Adnkronos) - Questo Mondiale, che è il coronamento della strategia di sviluppo del Qatar, deve molto all'ambizione dell'emiro attuale, Tamim bin Hamad Al Thani e di suo padre lo sceicco Hamad bin Khalifa Al Thani. A scriverlo è 'Le Monde' ricordando che la scelta del 18 dicembre, come giorno per la finale del Mondiale, è tutt'altro che un caso visto che è il giorno della festa nazionale. Una data scelta in onore dello sceicco Jassim bin Mohammed Al Thani, il fondatore dell'Emirato, arrivato al potere il 18 dicembre 1878.

"Protagonista dell'unificazione delle tribù della piccola penisola e vincitore degli invasori ottomani alla battaglia di Al-Wajbah, nel 1893, questo ricco mercante di Doha ha fatto emergere contemporaneamente una dinastia e un paese. Facendo coincidere la celebrazione di questo momento storico con l'apoteosi del torneo, l'Emirato intende magnificare il percorso della famiglia Al-Thani, arrivata in un secolo mezzo sul tetto del mondo", scrive il quotidiano francese. "Questo trionfo, se andrà tutto come previsto, sarà ufficialmente quello dell'emiro Tamin bin Hamad Al Thani", 42 anni. "Al potere dal 2013, è uscito vittorioso da un percorso ad ostacoli che ha costituito la preparazione al Mondiale, in particolare l'embargo degli anni 2017-20, quando Doha è stato messo al bando del Golfo".

Anche il ruolo di Hamad bin Khalifa Al Thani, 70 anni, che ha regnato per 18 anni, "è stato cruciale" nella crescita economica del paese e nell'attribuzione nel 2010 del Mondiale al Qatar da parte della Fifa. "Salvo incidente questo evento sportivo sarà il coronamento dell'opera di questo strano duo: un patriarca iconoclasta e spumeggiante, un erede ordinato e calcolatore".