Quanto è imprescindibile Roberto Soriano nello scacchiere del Bologna?

Mattia Gruppioni
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Al centro del progetto tecnico-tattico del Bologna di Sinisa MIhajlovic, da due stagioni e mezzo a questa parte, trova collocazione fissa, nel ruolo di trequartista, Roberto Soriano. Una seconda giovinezza quella del giocatore italo-tedesco, che proprio con il tecnico serbo aveva vissuto uno dei suoi momenti migliori alla Sampdoria e, grazie alla mole di gioco prodotta dalle idee dello stesso tecnico serbo, lo stesso giocatore aveva guadagnato la prima convocazione in Azzurro, ritrovandola anche nell'ultima pausa per le Nazionali. Ma per quale motivo Soriano risulta essere così incisivo, decisivo e, quindi, insostituibile nell'undici iniziale di Mihajlovic?

Soriano, va detto, da quando ha ritrovato continuità dopo una breve e non indimenticabile parentesi spagnola col Villareal, è migliorato sotto qualsiasi aspetto, nonostante l'avanzare dell'età. Mihajlovic, dal momento del suo ritorno sulla panchina rossoblu, impose sin da subito il proprio desiderio di riavere a disposizione un giocatore a lui tanto caro e soprattutto funzionale come Roberto. Dall'altra parte, lo stesso calciatore si può affermare non avere deluso né le aspettative della società, che tanto per lui ha investito al fine di accontentare Sinisa, né quelle dello stesso mister e dei tifosi, in un momento delicato come quello di due stagioni fa, quando il Bologna navigava nelle zone profonde della classifica di Serie A.

Dal suo approdo a Bologna, Soriano non ha più perso il posto da titolare: Mihajlovic lo considera il giocatore perfetto, il trequartista giusto per una squadra come il Bologna, tanto per le proprie idee tecnico-tattiche quanto per la mentalità del giocatore: Soriano è un ragazzo che si appresta a compiere 30 anni, con trascorsi europei, come testimoniano la crescita in Germania ed una piccola apparizione in Spagna, nonché di grande esperienza anche in campo nazionale, avendo giocato per Sampdoria e Torino.

La differenza tra Bologna e le altre piazze, però, è sostanziale: Soriano segna e fa segnare. Ora più che mai. Fulcro della manovra offensiva rossoblu, trequartista centrale ed in grado di svariare sui lati, scambiando posizione e compiti con altri due giocatori dinamici come Barrow ed Orsolini, prezioso anche in fase di contenimento, dove diventa a tutti gli effetti la seconda punta al fianco di Palacio nell'impostare il pressing ed immediatamente mezzala del centrocampo a tre quando si tratta di interdire per poi ripartire. Soriano non solo rappresenta la miglior fonte di gioco, ma anche il miglior realizzatore del Bologna di quest'anno, con all'attivo ben 5 reti e 3 assist in 9 partite. E questo dato può far sorridere alcuni tifosi rossoblu, che dal suo arrivo tanto l'avevano criticato per la poca freddezza e lucidità sotto-porta, non per le indubbie qualità tecniche, quanto per la gran mole di gioco e corsa che era costretto ad effettuare per arrivare col pallone sulla trequarti. In questo sta il netto miglioramento di Soriano, anche grazie al sistema di gioco di Sinisa: essere diventato finalmente un regista avanzato, libero dal compito di avanzare col pallone dalla metà campo, bensì con la funzione di legare gioco, esser messo in condizione di far male alle difese e mettere i compagni in condizione di presentarsi davanti al portiere avversario, con la postura del corpo ed il controllo del pallone unici nel loro genere.

Bologna FC v US Lecce - Serie A | Mario Carlini / Iguana Press/Getty Images
Bologna FC v US Lecce - Serie A | Mario Carlini / Iguana Press/Getty Images

Di ciò si è accorto anche il CT della nostra Nazionale Roberto Mancini e Soriano, pur non avendo lo stesso compito e lo stesso ruolo occupato nel Bologna, si giocherà fino in fondo le sue chance di convocazione per l'Europeo del 2021. Intanto, però, si gode il suo magic moment a Bologna, dove i tifosi ne sono quasi gelosi e lo vedono, ora più che mai, imprescindibile e decisivo, a prescindere da avversario e tipologia di partita.

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