Radrizzani: 'L'Inter mi interessa, vediamo i piani di Suning. Il Milan...'

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Andrea Radrizzani, l'italiano presidente del Leeds, racconta il suo mondo in una lunga intervista concessa a La Repubblica: "La scelta di Bielsa? Ci sono arrivato attraverso un primo anno di errori, i tecnici giovani sui quali avevo puntato. La Championship è un torneo in cui le distanze tra prima e decima sono minime: un allenatore di alto livello fa tutta la differenza del mondo. Avevo provato ad allettare prima Antonio Conte, con un premio-promozione di 20 milioni: quando sali in Premier ne guadagni 200, potevo permettermelo, ma lui aveva ambizioni immediate, e i fatti dimostrano che la scelta dell’Inter è stata felice. Ero in macchina col mio direttore sportivo, Victor Horta, quando mi ha detto che Bielsa sarebbe stato il profilo ideale. Gli dissi di chiamarlo, lì col viva voce, ma il telefono squillò a vuoto e quella sera non richiamò. Lo fece il mattino dopo, pronto a discutere nel merito della rosa: nella notte aveva visto una decina di nostre partite, comprese un paio dell’academy. S’era voluto preparare".

LA TRATTATIVA CON BIELSA - "Un giorno intero di trattative a Buenos Aires, e al primo punto c’era la riorganizzazione del centro sportivo. S’era procurato le planimetrie. Sapevo che aveva fatto lo stesso anni addietro quando era stato contattato dalla Roma, ma restai comunque a bocca aperta. Poi è anche molto bravo a farsi pagare, eh! Il suo ingaggio è il terzo o il quarto della Premier, ma quei soldi li merita tutti per come trasforma la cultura di un club aumentandone il valore".

RINNOVO? - "Gli annunci a fine stagione, ma la volontà di continuare assieme c’è da entrambe le parti".

LA PARTITA COL LIVERPOOL POST CREAZIONE SUPERLEGA - "La mattina di quel lunedì ho chiamato il nostro ufficio media, ‘inventatevi qualcosa, per esempio delle magliette". Quello che non sapevo è che le avrebbero messe anche nello spogliatoio del Liverpool: Klopp si è un po’ offeso, e in effetti non è certo a lui e ai suoi giocatori che si può dire di guadagnare la Champions sul campo. L’hanno sempre fatto. Ho chiarito subito l’equivoco con Klopp, scusandomi".

SU COME L'UEFA HA GESTITO LA SITUAZIONE - "Era fondamentale far emergere subito gli anticorpi del sistema. Nel 1975 il Leeds arrivò alla finale di coppa Campioni: non l’avrei comprato se non avessi l’ambizione di riportarlo in Champions. Nel pranzo in cui sentii parlare per la prima volta di quest’opportunità c’era Ken Dalglish, che definì il Leeds uno sleeping giant. Ora che l’ho risvegliato, sono consapevole che la prossima sarà la stagione più difficile, perché la Premier andrà consolidata: ma nel giro di due o tre anni l’obiettivo diventerà prima l’Europa League e poi la Champions".

NUOVI RICAVI? - "Le faccio un esempio. Se fosse possibile giocare quarti, semifinali e finale di Champions nel week-end, l’Uefa aumenterebbe i diritti tv di un miliardo. Giocando alle 16 e alle 18 del sabato e della domenica guadagnerebbe tutta l’Asia, che alle 21 del martedì e del mercoledì dorme sonni profondi. So bene che spostare le partite è difficile: ma un miliardo è un miliardo".

UNA SQUADRA IN ITALIA? - "Oppure in un altro Paese europeo, sì. E stavolta mi piacerebbe un grande club. Inter e Milan? Non c’è stato niente, se è questo che vuol sapere. Ma un interesse esiste, vediamo come si evolvono i piani di Suning. Sull’altra sponda, Elliott ha migliorato la gestione del Milan, ma come dice lei prima o poi venderà. In Europa ci sono tre club che hanno grandi possibilità di sviluppo: i due milanesi e l’Atletico Madrid. Per ora, restiamo alla finestra e ci godiamo il Leeds. Ma lo sa che in tre anni i ragazzi dell’Academy convocati nelle varie nazionali sono passati da due a sedici?".